GP Giappone, l'anteprima: sperando di non far "rabbrividire" Suzuka...

A Suzuka potrebbero ripresentarsi i problemi visti a Melbourne: l'augurio è che non sia così su una pista iconica, la quale si presenta rinnovata dopo i lavori
GP Giappone, l'anteprima: sperando di non far "rabbrividire" Suzuka...
© Getty Images

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 25 marzo 2026, 13:59 (Aggiornato il 25 marzo 2026, 13:51)

Dici Suzuka e ti si apre un mondo. Battaglie, titoli iridati persi e vinti, lacrime di gioia e dolore, momenti iconici. Perché Suzuka "è" la Formula 1, nella sua essenza: curve da prendere col cuore in gola, staccate violente, spazi dove il sorpasso bisogna inventarlo. O almeno, così era il GP Giappone fino all'anno scorso, sulla magica pista di Suzuka: quest'anno, le cose potrebbero essere un po' diverse.

Il controsenso di questa F1

C'è il sospetto di dirlo, e perfino di ammetterlo: ma il timore è che Suzuka possa diventare "vittima" di questa F1 tutta batteria e gestione energetica, in cui i piloti guidano innanzitutto la power unit e relativi software piuttosto che una macchina da portare al limite. Tra le due piste viste finora, Melbourne e Shanghai, per le caratteristiche a livello di tempo sul gas e tempo speso sul freno Suzuka è certamente più vicina al tracciato australiano che non a quello cinese. Il tracciato nipponico è più front limited, ha frenate anche decise ma non numerose (curva 8, 9 e 11 sono discrete frenate, e poi c'è la forte frenata alla Casio Triangle, l'ultima chicane) e lunghi tratti da media o alta percorrenza dove la ricarica non sarà affatto facile. A creare timore, è il lungo tratto in uscita dalla 11: la 12 la si fa in pieno, i due appoggi sinistrorsi della Spoon non sono il massimo per ricaricare e poi via verso la 130R, che quest'anno rischia di essere affrontata con velocità irrisorie rispetto al passato, un po' come accaduto alla chicane 9-10 dell'Albert Park.

Rispetto alla Cina, il rischio è di tornare a duelli molto più dettati dalla riserva energetica e ad una qualifica in cui i piloti, più che dove mettere le gomme, dovranno stare attenti a gestire in maniera oculata energia e software di bordo: difficilmente sarà un sabato che premierà chi si prenderà rischi come Verstappen nel 2025, a vantaggio di chi, facendo le cose in maniera "ordinata", riuscirà a garantirsi una spinta dell'elettrico distribuita in tutto il giro. Del resto, anche Leclerc lo ha detto: in qualifica non ci si può prendere troppi rischi, perché se si forza di più in una curva prendendola a velocità maggiore, dunque consumando più energia, il computer di bordo legge quell'utilizzo all'istante e ricalcola la distribuzione, togliendo magari spinta sul dritto. Il paradosso di questa F1, è proprio che per guadagnare pochi centesimi in una curva, si rischia poi di perdere decimi sul dritto proprio perché non c'è più batteria... un qualcosa che la F1 dovrà assolutamente rivedere verso Miami.

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