McLaren: Suzuka banco di prova per la gestione energia

A Woking si analizzano le sfide di Suzuka: gestione energia, strategie e sviluppo chiave per massimizzare le prestazioni McLaren
McLaren: Suzuka banco di prova per la gestione energia
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Debora FigoliDebora Figoli

Pubblicato il 24 marzo 2026, 17:07

McLaren arriva al Gran Premio del Giappone con una grande consapevolezza: il 2026 non farà sconti a nessuno. Forse, il team di Woking è quello che ne sta facendo un'esperienza maggiore. Dopo due Gran Premi dall'avvio, McLaren conta una sola partenza con Norris in Australia. Piastri, ad oggi, non ha compiuto nemmeno un giro da inizio stagione. E per il team campione del mondo è decisamente un brutto colpo da incassare.

Mark Temple, Direttore Tecnico del team, analizza l'avvio di stagione caratterizzato da piste molto diverse tra loro. Dopo Australia e Cina, il quadro tecnico inizia già a delinearsi con maggiore chiarezza. “Questo dimostra che, nonostante siamo solo nelle fasi iniziali di questa nuova generazione di Formula 1, abbiamo già affrontato due sfide diverse per la power unit e requisiti differenti in termini di deployment, influenzando aspetti come lo stile di guida e i fattori strategici”.

Suzuka e la gestione dell’energia: il vero nodo

Guardando al weekend giapponese, il riferimento va ovviamente al circuito di Suzuka, una pista tecnica e impegnativa che richiede una gestione estremamente raffinata dell’energia. Temple prevede condizioni più simili a Melbourne, ma con una criticità in più: il tracciato è particolarmente esigente sotto questo punto di vista.

Guardando a questo fine settimana in Giappone, ci aspettiamo qualcosa di più simile a Melbourne. Suzuka è un circuito più ‘energy-starved’, quindi prevediamo una maggiore presenza di fenomeni legati al recupero di energia in diverse zone del tracciato, come l’ingresso della curva 1, la Degner, il tornantino e la Spoon. Questo significa che sarà fondamentale continuare a lavorare per ottimizzare questi aspetti in ogni sessione del weekend”.

Sviluppo continuo: la chiave della competitività

In un contesto tecnico così complesso, la parola d’ordine resta una: evoluzione. McLaren è consapevole che il 2026 rappresenta una sfida strutturale, ma anche un’opportunità per costruire competitività nel medio periodo. “Sapevamo che il 2026 sarebbe stata un’altra montagna da scalare, ma come abbiamo fatto con ogni sfida, continueremo a concentrarci sull’apprendimento e sullo sviluppo, lavorando uniti come una squadra. Questo permetterà di metterci nella posizione migliore per massimizzare le prestazioni del telaio e lo sfruttamento della power unit, un’area chiave per determinare la competitività”.

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