Honda, a Suzuka con l'orgoglio e la ragione: i progressi da mostare al pubblico di casa

Le contromisure alle vibrazioni della power unit non hanno trovato ancora una piena soluzione. Il GP del Giappone per provare a portare due macchine al traguardo
Honda, a Suzuka con l'orgoglio e la ragione: i progressi da mostare al pubblico di casa

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 24 marzo 2026, 12:57

Suzuka, il GP del Giappone (qui trovi gli orari delle sessioni), sono attualità. Ed è il momento della prima verifica per Honda di quanto prospettato all’indomani dei test in Bahrain, quando ammetteva la crisi del progetto di power unit, le vibrazioni che danneggiavano una batteria dopo l’altra e la necessità di lavorare a fondo per recuperare affidabilità. Tempo. Almeno fino alla gara di casa per registrare progressi sostanziali. 

Australia e Cina sarebbero state due gare nelle quali far presenza, provare a capirne di più sull’origine delle vibrazioni che impediscono ad Aston Martin di verificare se e quanto di buono c’è nel telaio della AMR26.

Ancora oscura la causa delle vibrazioni trasmesse ai piloti

“In Cina abbiamo compiuto alcuni progressi in termini di affidabilità delle batterie grazie alla riduzione delle vibrazioni che interessavano i sistemi, ma dobbiamo trovare ulteriori soluzioni per individuare la causa delle vibrazioni che affliggono i piloti, commenta Shintaro Orihara, responsabile delle operazioni in pista di Honda F1.

Newey, in Australia, presentava la vicenda come un problema tutto del motorista, con il telaio a fare unicamente da "ricevitore" delle vibrazioni prodotte e amplificate dalla power unit, che finiscono dritte sui piloti. È preoccupante che, nonostante i chilometri percorsi in pista, Honda e Aston Martin non siano ancora venuti a capo della causa.

Se la power unit fosse vicina a un livello di affidabilità e prestazioni all’altezza di competere regolarmente in un week end di gara, potrebbe essere un aspetto al limite derubricabile a un (grave) fastidio da risolvere. Così non è.

Gestione energetica di nuovo critica

“Abbiamo concentrato gli sforzi, nel periodo tra il GP di Cina e il GP del Giappone, per continuare a migliorare la nostra affidabilità, ma le nostre prestazioni non sono ancora al livello che vorremmo, specialmente per quanto riguarda la gestione dell’energia. Il circuito di Suzuka è un tracciato impegnativo sotto questo aspetto, quindi abbiamo utilizzato quanto appreso in Australia e in Cina per prepararci al meglio”, prosegue Orihara.

Con queste premesse e in attesa di verificare quali altri correttivi avrà trovato Honda, il week end alle porte, sul circuito di casa, è un appuntamento da affrontare con un profilo basso basso, nel quale sarebbe già una mezza “vittoria” riuscire a portare due macchine al traguardo.

“Non siamo al livello che avremmo voluto raggiungere in vista di questo weekend, ma continueremo a lavorare sodo per massimizzare il nostro pacchetto. Non vediamo l’ora di vedere il pubblico di casa e i tifosi Honda. Voglio che vedano che abbiamo fatto dei progressi dal Bahrain”, conclude Orihara. Poi, spazio a un mese di lavoro matto e disperatissimo, complice l’assenza di gare ad aprile che fa gioco ad Aston perché toglie dal tavolo del mondiale altrettante occasioni di marcare punti. Un’ambizione oggi inarrivabile.

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