GP Belgio, le pagelle: i promossi e i bocciati di Spa

Antonelli più forte di tutto, bravi Leclerc e Verstappen. Bortoleto sorprende, bene Colapinto, male Williams. Aston Martin, che disastro

 

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GP Belgio, le pagelle: i promossi e i bocciati di Spa
© Getty Images

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 20 luglio 2026, 09:12 (Aggiornato il 21 lug 2026 alle 10:48)

Andrea Kimi Antonelli: 10

Sei pole e sei vittorie stagionali: sta scomodando i numeri di Ascari, per dire la portata dei suoi traguardi. Ha già vinto a Suzuka, Monte Carlo e Spa, tre monumenti: ma colpisce soprattutto il modo in cui lo fa. A livello di guida è veloce in modo naturale con questa W17 che si è cucito addosso, perché è veloce a centro curva, minimizza i tempi di percorrenza e si ritrova più energia da spendere; ma è soprattutto a livello mentale che sta sorprendendo, con una gestione psicologica di gare e campionato che hanno sorpreso pure papà Marco, uno che dovrebbe conoscerlo meglio di chiunque. Più forte di tutto, anche di una VSC a lui avversa, sulla pista dove un anno fa aveva gli occhi umidi per la delusione: pare passata una vita.

Charles Leclerc: 9

Per sua stessa ammissione, ci ha creduto: ed ha fatto bene, dato che questa Ferrari sta abituando ad essere una sorpresa in positivo. Una piccola fetta di stint con la hard non è stata proprio il massimo (troppo sottosterzo, Hamilton era più veloce), ma nel complesso una gran giornata ed un ottimo weekend: ha trovato continuità alle buone sensazioni alla guida provate a Silverstone e questa è una grande notizia, forse più del 2° posto in sé.

Insomma, è possibile che l’Inghilterra sia stata una svolta per la sua stagione: e ora sotto con Budapest, pista invitante per la SF-26.

Max Verstappen: 8

Spa è un po’ casa sua e ci mette del suo, ed è un podio costruito con il grosso aiuto di Hadjar del sabato: dopo il Q3 aveva detto che senza la scia di Isack sarebbe partito sesto e dalla terza fila il podio sarebbe stato sostanzialmente impossibile. Sapeva di non avere le armi per andare all’attacco (“in gara dovrò guardare soprattutto gli specchietti”, diceva a fine qualifica), per questo è un gran podio: gestisce alla perfezione gomme ed energia soprattutto nel secondo stint, senza la VSC avrebbe avuto una piccola chance per la piazza d’onore.

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