Russell: più giusto un terzo posto a Silverstone

Gli episodi di gara hanno regalato un inatteso risultato a Russell, che riconosce l'aiuto della buona sorte e riequilibra altre situazioni in gare passate
Russell: più giusto un terzo posto a Silverstone
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Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 9 luglio 2026, 15:32

Si potrebbe dire che la Safety Car dà, la Safety Car toglie, mettendo a confronto gli scenari, molto diversi, del GP del Giappone e del GP di Gran Bretagna, che ha consentito a George Russell di ripartire da Silverstone con un insperato secondo posto.

“Quando mi hai detto della foratura lenta non ho reagito perché quest’anno abbiamo avuto la nostra bella fetta di cattiva sorte”, commenta il diretto interessato, parlando con il proprio ingegnere di pista nel podcast Silver Arrow Radio Show. “Stavo attaccando per passare Max, per la terza posizione, quando sono rientrato in pista dopo il pit ero settimo dietro Hadjar.

Se mi avessero detto che 14 giri più tardi avrei concluso al secondo posto… non c’era possibilità che accadesse a meno che non fosse arrivato un acquazzone. È lo sport che va così, devi continuare a spingere e non mollare mai”.

Al posto giusto nel momento giusto

Al di là del piazzamento e del recupero di punti su Antonelli, Russell è stato chiaro nell’immediatezza della gara: ha ancora molto lavoro da fare per entrare in sintonia con la W17 e sfidare Antonelli per il titolo.

“Penso che il risultato giusto, un buon risultato, sarebbe stato potenzialmente il terzo posto, dietro Kimi e Charles. Kimi è stato molto sfortunato, poi c’è stato il problema di Max e Lewis ha fatto il pit sotto Safety Car; in quella situazione, qualsiasi scelta fai non ce n’è una giusta.

Ritrovarmi secondo è stata un’emozione strana, perché sentivamo che tutta la gara ci era stata sfavorevole, poi all’improvviso sono stato catapultato in seconda posizione senza che facessimo nulla. Solo essere al posto giusto nel momento giusto”, ammette.

Sorte a parte serve svoltare sulle prestazioni

Se non è la ruota della fortuna che gira, c’è una specie di mano invisibile che da Barcellona ha riequilibrato gli episodi che finora hanno scritto il campionato Mercedes. Il ritorno alla vittoria in Austria, il ritiro di Antonelli a Barcellona, i problemi di Kimi a Silverstone e il bottino di punti insperato per George a Silverstone. Probabilmente, a valutare tutti gli elementi delle gare corse finora, c’è un sufficiente equilibrio nei 25 punti che separano le due Mercedes.

“Le stagioni spesso vanno così, per questo a inizio anno non avevo perso fiducia quando ogni cosa sembrava andarci contro. C’è sempre un momento in cui le cose girano”, prosegue Russell. Adesso l’attesa è per una svolta delle prestazioni che è tutta sulle  sue spalle.

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