GP Monaco 1996: dalla roulette esce la Ligier di Panis!

Il 19 maggio 1996 va in scena uno dei GP Monaco più pazzi di sempre: in quattro all'arrivo, in tre a pieni giri e una giornata chiusa con Olivier Panis vincitore su Ligier
GP Monaco 1996: dalla roulette esce la Ligier di Panis!
© Ligier Automotive

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 19 maggio 2026, 13:56

Immaginate di vedere una Monte Carlo che si sveglia sotto l'acqua di domenica mattina, il giorno della gara. Immaginate di vedere una pallina blu che schizza nella roulette monegasca e che va a vincere, nonostante scattasse da una proibitiva 14^ posizione in griglia. Immaginatevi incidenti, errori, nobili decaduti, rotture. E immaginatevi Olivier Panis che va a vincere su una Ligier. Non è Netflix, non è un film: è la F1 anni '90, più precisamente è la F1 al GP Monaco 1996.

Definirla storica quell'edizione è riduttivo, perché fu roba da annali. Era il 19 maggio 1996, esattamente 30 anni fa: la data che Olivier Panis non dimenticherà mai. Perché fu la data della sua prima ed unica vittoria in Formula 1, nel giorno di una delle edizioni più rocambolesche del GP di Monaco, e forse la più rocambolesca di sempre al pari dell'edizione 1982.

 

 

L'illusione Ferrari

Successe di tutto, in quella corsa. A cominciare dall'illusione dei ferraristi di vedere finalmente la prima affermazione di Michael Schumacher con la Ferrari, con lo stesso Schumi che fu croce e delizia in uno dei weekend più improbabili della sua carriera: pole al sabato con un terzo settore stratosferico, corsa durata la pochezza di 45" in tutto, giusto il tempo per perdere la pole al via e stamparsi al Mirabeau Basso al primo giro. Sembrava esserci tutto, per quella prima vittoria: la pole position, il tracciato e la pioggia, un mix che sembrava poter rendere invincibile Michael prima del via. Lo sembrava anche Damon Hill, quel giorno, in una corsa dominata almeno fino a quando il suo motore non lo abbandonò. E che dire delle Benetton, inseguitrici di Damon nelle prime fasi di gara: Berger ko per noie al cambio, rottura della sospensione per Paperino Alesi, nell'ennesima domenica in cui gli astri gli voltarono le spalle nel giorno di un successo che sembrava ormai certo. 

 

 

Le peripezie di una Monte Carlo indimenticabile

Ad ereditare cotanti regali, fu un Olivier Panis indiavolato. E dire che nessuno, al mattino, ci aveva dato peso: scattava dalla settima fila, per cui nessuno fece caso, ed in pochi lo ricordano, che quella mattina fu proprio Panis a far registrare il miglior tempo nel corso del warm-up. Fu l'unico ad infilare i sorpassi con una certa fiducia, fu l'unico a fare faville in una domenica in cui sbagliarono in tanti, compreso Jacques Villeneuve: il figlio d'arte franò malamente addosso a Badoer in un doppiaggio al Mirabeau Alto, rovinando una domenica che per lui si era messa anche benone considerando il via dalla decima casella, ovvero otto posizioni più indietro rispetto al compagno di squadra nonché unico rivale per il titolo Hill. In una giornata colorata del blu Ligier, furono ricchi anche i contorni: Jos Verstappen che con la Footwork azzarda (sbagliando) le slick al via, divenendo uno dei cinque ritirati al primo giro; le uscite di Katayama e Rosset, Irvine a muro che rende impossibile per Salo ed Hakkinen evitare la sua Ferrari, il guasto sull'altra Ligier di Diniz che dio solo sa che rimpianto sarebbe stato se tale problema si fosse verificato sulla JS43 di Panis.

Ma era il giorno di Olivier, quello: si inchinò anche un David Coulthard velocissimo sul finale, ma ormai fuori dalla lotta per il successo per aver tardato troppo in precedenza nel passaggio dalle gomme da bagnato alle slick (la stessa carta che aveva giocato Alesi). Furono due ore di apnea, in una corsa divenuta demolition derby (appena in tre a pieni giri, in quattro al traguardo ed in sette totali classificati su 22), una corsa destinata a chiudersi con tre giri di anticipo sul previsto, perché giunta ormai allo scoccare delle due ore regolamentari

 

 

Una giornata particolare

Olivier Panis non avrebbe mai più provato una gioia del genere, e nemmeno la Ligier: a fine anno sarebbe diventata Prost, cogliendo a Monaco 1996 l'ultimo di nove successi in F1. Ma quello era un giorno scritto per loro, un giorno in cui Monte Carlo aveva deciso di essere più forte di tutti, meno che di Olivier Panis. Ci sarebbero voluti 24 anni per vedere trionfare di nuovo un francese (Gasly, Monza 2020), ce ne sarebbero voluti 25 per veder vincere di nuovo un francese su macchina francese (Ocon su Alpine, Budapest 2021). Non basterà una vita invece ad Olivier Panis, 60 anni il prossimo 2 settembre, per dimenticare che razza di giornata abbia vissuto quel 19 maggio 1996. Il giorno in cui la roulette volle essere la più meritocratica di sempre: di fronte a lei tutti hanno una possibilità di vincere, senza distinzione di denaro, classe sociale o curriculum. Conta essere solo bravi e fortunati: anche così si fa la storia.

 

 

 

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