Avanti con i motori V8, possibilmente con una vera discontinuità

Il ritorno ai V8 è supportato dai motoristi, anche se non mancano visioni divergenti rispetto all'idea proposta dalla Fia. Il nodo è sempre la parte ibrida 
Avanti con i motori V8, possibilmente con una vera discontinuità
© Pirelli

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 6 maggio 2026, 11:02

Un consiglio (non richiesto) ai motoristi in vista del prossimo ciclo tecnico: si impegnino in una direzione opposta rispetto alla posizione Mercedes. Le ragioni dovrebbero essere lampanti, considerato il vantaggio tecnico costruito nel 2014 e l'eccellente interpretazione prodotta in questo campionato.

Si guarda e si ragiona del 2030 per l’introduzione dei motori V8 con una piccola quota di elettrico a supporto. Parola di Mohammed Ben Sulayem. Servirà intendersi sulla misura dell’ibrido, quanto potrà essere simile a un Kers delle origini o, al massimo, il MGU-K delle power unit turbo ibride viste fino al 2015 (163 cavalli) e quanto, invece, rischia di andare verso i 400 cavalli dell’attuale parte elettrica. 

Un super-V8 ibrido o un V8 con un super-ibrido?

Quest’ultima visione è stata prospettata da Toto Wolff che, parlando nel week end di Miami della posizione Mercedes sulle power unit del 2030, ha supportato la visione della Fia di un ritorno ai motori V8.

Una posizione che si è caratterizzata, tuttavia, per una proposta molto diversa da quanto immaginato da Ben Sulayem. Wolff ha parlato della possibilità di un “super V8” da 1.200 cavalli, 400 dei quali prodotti dal sistema MGU-K. Se così fosse, l’impianto della parte elettrica resterebbe vicino all’attuale valore (476 cv), cambierebbe il frazionamento del motore termico e il rapporto termico-elettrico, verso un 66:33 contro il quasi 50:50 odierno.

Immaginiamo che per alimentare un motogeneratore elettrico da 400 cavalli servirebbe, comunque, una gestione energetica notevole, oltre a una batteria dal dimensionamento importante. Il rischio, apparentemente, è di una continuità con l'attuale fase tecnica, ridimensionando l'apporto della parte elettrica. 

Forse sarebbe opportuno seguire una via diversa, con la potenza elettrica molto limitata nella potenza di sistema, così da scansare ogni rischio di portare nel futuro ciclo tecnico anche una sola parte delle limitazioni odierne sul recupero/produzione di energia per il sistema MGU-K.

Le discussioni tra Fia, motoristi e Formula 1 verranno approfondite nei prossimi mesi e, inevitabilmente, le posizioni saranno improntate a creare un insieme di regole quanto più favorevole alla propria condizione tecnica. Mercedes ha dimostrato di saper interpretare come nessun altro (nota di merito per Red Bull) l’attuale ciclo regolamentare, mentre nella scrittura delle regole sulla power unit 2014 è un fatto storico che abbia contribuito a orientare, al tempo, la direzione delle power unit turbo ibride.

Il V8 è un frazionamento 100% Mercedes

"Adoriamo i motori V8, ci hanno lasciato solo bei ricordi e, dal nostro punto di vista, è un motore Mercedes al 100%. Raggiunge regimi elevati e dovremo capire come dare abbastanza energia dalla parte elettrica per non perdere il contatto con la realtà.

Dovremo valutare il renderlo più semplice e un mega-motore, potremmo estrarre 800 cavalli dal termico e aggiungerci 400 cavalli o più di elettrico. Non ci siamo, fintanto che le discussioni avverranno in modo strutturato e le persone verranno prese in considerazione e coinvolte”, ha commentato Wolff a The Race.

Comprensibile che il patrimonio di ricerca e sviluppo condotto sull’elettrico non voglia essere disperso dai motoristi. Ma se un cambio di passo, vero, è necessario, servirà realizzare concretamente quel distacco dai desiderata delle case automobilistiche impegnate in F1, tanto quanto dalle volontà particolari delle varie squadre.

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