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Serenità Russell: il mondiale non si è mai vinto dopo 3 gare

Pubblicato il 30 aprile 2026, 14:16
Antonelli 72 punti, Russell 63. Davanti ancora 19 gare, con la determinazione di Kimi a riprendere, già da Miami, come ha concluso a Suzuka: una vittoria, bis del dominio mostrato in Cina, mentre il compagno di squadra incappava in una qualifica tormentata a Shanghai.
Oltremanica i “consigli” non richiesti arrivati a Russell, da ex piloti oggi commentatori, sono stati nel segno del: considera Antonelli come se fosse la sfida all’Hamilton del suo miglior periodo. Deve dare un segnale Russell, al di là della campagna ancora lunghissima fino ad Abu Dhabi. Un segnale di fronte a un Antonelli che, dalla solida ripresa di prestazioni e risultati avviata sul finire dello scorso campionato, ha compiuto un lampante miglioramento pur essendo appena alla seconda stagione.
Zero pressione extra
“Sinceramente non sento affatto una pressione aggiuntiva, perché è una stagione dannatamente lunga e non si è mai vinto un campionato dopo sole tre gare”, l’analisi di Russell, tutta razionalità e logica. Saranno ovviamente liberi di battagliare in pista, coltivare ciascuno la propria ambizione iridata, entro i paletti fissati da Toto Wolff, che non ha nessuna intenzione di rivivere il 2016.
Gli interessi del team sono il bene supremo da tutelare, sfidatevi senza andare oltre il limite del danneggiare la squadra. Al momento, Antonelli e Russell possono contare su una condizione ancora migliore rispetto a quella che vide lo scorso anno confrontarsi Piastri e Norris, inevitabilmente arrivati a incrociare le traiettorie, scontrarsi e finire per il tenere in corsa Verstappen: unica teorica minaccia a una corsa a due per il mondiale.
A essere diversa sembra essere l’intelligenza tattica del duo Mercedes e la capacità di correre sotto pressione. Se c’è un aspetto che in questa fase è di massima importanza è il non lasciare punti per strada, che potrebbero risultare fondamentali se l’evoluzione del campionato avvicinerà le Ferrari o le McLaren.
Ottenuto il massimo in circostanze fuori controllo
“Per me è sempre importante massimizzare il risultato. Non sono al comando del campionato ma devo essere sincero: quando guardo alle circostanze delle ultime due gare, sento in realtà di aver ottenuto il massimo ed è tutto quello che posso fare”, ancora Russell, nelle parole riportate da Espn.
“Se le cose fossero andate in modo leggermente diverso a Suzuka, penso che avrei vinto la gara e se non ci fosse stata proprio la Safety car avrei fato secondo dietro Piastri. In Cina avrei potuto essere in pole, senza il problema in qualifica.
Perciò, guardando le cose in modo razionale, penso di aver ottenuto il massimo possibile quest’anno. Quando ho corso un week end pulito, come a Melbourne, so di avere le doti per essere in pole e vincere la gara”.
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