Si decide come cambiare la F1, la Fia sottolinea il confronto con i piloti

L'incontro decisivo si terrà tra Federazione, squadre, motoristi e F1 per approvare i cambiamenti alla gestione delle PU. Saranno gli interventi voluti dai piloti?
Si decide come cambiare la F1, la Fia sottolinea il confronto con i piloti
© APS

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 20 aprile 2026, 12:51

La riunione tra Fia, squadre, motoristi e Fom, prevista nella giornata odierna, dirà quali interventi concreti arriveranno dal GP di Miami per provare a migliorare il funzionamento delle power unit. Sarà un percorso in più tappe com’è emerso negli ultimi giorni e dal prossimo Gran Premio verranno introdotti i correttivi più semplici da attuare. Guardando in controluce i punti in discussione, il nodo della potenza elettrica invariata al 50%, la possibilità di alterare il rapporto termico-elettrico non è mai finita nelle dichiarazioni pubbliche delle parti coinvolte. Quello che è il più grande limite, che si porta dietro, a cascata, le conseguenze legate alla gestione energetica, non sembrerebbe avere una visione ampiamente condivisa per ridurre la potenza del MGU-K e incrementare l’apporto del termico.

Le novità in arrivo saranno dirette alla prestazione in qualifica e la riduzione delle differenze di velocità, in gara, tra monoposto in fasi diverse di gestione energetica: boost, clipping e lift and coast.

 

Il confronto Fia-piloti

Intervenendo alla vigilia dell’incontro decisivo, dal quale le proposte concordate tra Fia, squadre e F1 verranno poi messe al voto, il presidente Ben Sulayem ha sottolineato l’apporto dato dai piloti: “Hanno fornito un contributo prezioso in merito alle modifiche che ritengono opportuno apportare, in particolare per quanto riguarda la gestione dell'energia, al fine di garantire gare sicure, eque e competitive.

La sicurezza e l'interesse superiore dello sport sono al centro di queste discussioni. Dopo la riunione di domani (oggi; ndr), le proposte definitive saranno sottoposte al voto elettronico del WMSC della FIA”. Non è un caso che il presidente sottolinei i punti legati alla sicurezza e all'interesse dello sport, essendo le basi sulle quali la Federazione può intervenire con la propria autorità e modificare il regolamento senza la necessità che vi sia un voto favorevole delle altre parti coinvolte.

Fin qui le dichiarazioni pubbliche, di un confronto armonioso con i piloti da parte della Federazione, che ricalca le parole di Domenicali su colloqui simili avuti dalla Fom. Salvo registrare l’elemento di base: i piloti, formalmente, non hanno un voto da esprimere nelle riunioni decisive.

Un annuncio "a vista" o di tutti gli interventi?

Realtà del voto che vede le proposte sul tavolo e la necessità di un’approvazione a maggioranza di 7 squadre sulle 11 in griglia, oppure, l’ok di ben 4 su 5 motoristi. Sarà interessante scoprire se dalla riunione odierna emergeranno unicamente i punti di intervento concordati perché entrino in vigore da Miami, oppure, verrà presentato un pacchetto più ampio, di tutte le modifiche che verranno attuate in più fasi (leggi: Gran Premi).

 

 

Avremo il volto della Formula 1 a brevissimo termine o capiremo anche quale direzione vorrà imboccare lo sport nel confronto tra Federazione, squadre, motoristi e Fom sul medio termine? Sarà sull’ampiezza di questa visione “programmatica” che avremo la misura del reale consenso presente su come correggere il tipo di spettacolo e di gare viste finora. Che è uno dei punti cruciali del malcontento della gran parte dei piloti.

 

 

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