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Novità motori F1, a Miami la prima di una serie di prove in quattro fasi

Pubblicato il 15 aprile 2026, 11:02
Ci pensa Alan Permane, team principal di Racing Bulls, a fare ancora un po’ di luce sulle discussioni in atto tra Federazione, squadre e motoristi, relative ai cambiamenti da apportare al funzionamento delle power unit. Misure che passeranno da correzioni sul lato software, di gestione energetica, e non da interventi legati ai componenti, come ha precisato Tombazis, responsabile monoposto della Fia.
Sarà un percorso in più fasi e, presentata così la questione, rischia di passare per un procedere per tentativi. Permane rivela come gli interventi sul regolamento tecnico potranno consistere di più fasi rispetto alle due immaginate da Tombazis. Una prima immediatamente attuabile da Miami, una seconda spostata più in là durante il campionato, per dare tempo ai motoristi di adeguarsi ai cambiamenti.
Miami, Montreal e Barcellona
“Penso che possano svolgersi in ben più di due tappe. Sono state avanzate molte proposte e credo che la situazione sia particolarmente difficile considerato che la gara di Miami è un formato Sprint: c’è davvero poco tempo per testare qualsiasi cosa.
Potrebbe benissimo accadere che a Miami proveremo alcune delle soluzioni più semplici e meno rischiose, poi ne proveremo altre a Montreal. A seguire ci sarà Monaco, dove è quasi impossibile testare qualsiasi cosa. Barcellona potrebbe essere la prima occasione in cui testeremo alcune delle soluzioni più, diciamo, impegnative”.
Qualifica e sicurezza in gara i nodi
Gli interventi sull’energia recuperabile nell’arco di un giro, la riduzione decisa per la qualifica a Suzuka, non hanno prodotto alcun risultato apprezzabile rispetto alle limitazioni alla base dell’idea di power unit al 50% della potenza elettrica. Servirà incidere molto più a fondo per riportare il giro del sabato a un’esperienza di guida all’altezza delle doti dei piloti.
I due punti dei quali si discute, con una nuova riunione prevista nella giornata odierna, per correggere la parte del regolamento sportivo legata alla gestione energetica, sono l’aumento delle prestazioni in qualifica e il superamento della situazione che ha portato all’incidente di Bearman in Giappone.
“Ci sono due obiettivi principali, il primo è rendere le qualifiche un po’ più competitive, più incentrate sul pilota e meno sul propulsore", spiega Permane nelle dichiarazioni riportate da Speedcafe. "L’altro obiettivo riguarda la sicurezza, per cercare di ridurre le differenze di velocità di avvicinamento. Dobbiamo fare attenzione quando interveniamo, per non togliere parte dello spettacolo.
Un modo di ridurre le differenze di velocità di avvicinamento è ovviamente quello di eliminare elementi come il boost, ridurre cose come l’energia extra a disposizione dei piloti quando sono a meno di un secondo dalla vettura che li precede. Questo senza dubbio ridurrà le differenze di velocità di avvicinamento ma ridurrebbe anche i sorpassi. Dobbiamo stare attenti a trovare il giusto equilibrio in questo senso”.
Battaglie artificiali
Se lo stato attuale delle discussioni è unicamente rivolto al miglioramento della prestazione in qualifica e al tema della sicurezza, manca la messa a fuoco sul dato di fondo che ha reso le gare un correre strettamente incentrato sulla gestione e sfruttamento di una risorsa energetica. Per un confronto in pista, che pure c'è ed è aumentato nella "lotta" tra monoposto, il cui sapore artificiale è del tutto simile (se non peggiore) rispetto al DRS. Una “nuova” Formula 1 che inevitabilmente non può conciliare puristi e il pubblico che apprezza l’elemento di intrattenimento sopra ogni altra cosa.
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