Jack Brabham: 100 anni dalla nascita di una leggenda

Il 2 aprile 1926 nasceva Jack Brabham, tre volte iridato nonché l'unico capace di imporsi su una vettura che portava il suo nome: ecco la storia di una leggenda
Jack Brabham: 100 anni dalla nascita di una leggenda
© David Brabham (@brabsracer)

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 1 aprile 2026, 14:06 (Aggiornato il 1 aprile 2026, 13:23)

Lo chiamavano Black Jack. Per i suoi capelli corvini, nerissimi e garbatamente pettinati. Di scuro aveva, apparentemente, il carattere: ma non perché fosse una persona indisponente o rude, ma semplicemente perché era schivo e introverso, poco incline alle lunghe conversazioni e più predisposto al silenzio. Ma sapeva anche scherzare, Jack Brabham, come quella volta che, in risposta a chi gli diceva che fosse troppo vecchio, si presentò zoppicando, con barba finta e bastone, prima di salire in macchina. Era il 1966, di anni ne aveva 40: ma vinse.

Il 2026 è un anno di ricorrenze, nella storia di Sir Jack Brabham. Perché, appunto nel 1966, vinse il suo terzo ed ultimo titolo iridato, un titolo unico in tutta la storia delle corse: Black Jack è stato l'unico capace di trionfare nel mondiale su una macchina che portava il suo nome, la Brabham da lui stesso fondata. E poi, il 2026 è anche il centenario della nascita di quest'uomo con una vita da film, nato in Australia da genitori inglesi il 2 aprile 1926, ad Hurstville, ad un niente da Sydney. 

Meccanico, poi pilota

Una vita da film perché Black Jack era inglese per origine, humour e modo di fare, tutto improntato alla pratica. Ma fu e vinse con i colori dell'Australia, il primo "canguro" iridato (l'altro è Alan Jones) nella storia della Formula 1. Era uno poco adatto alla teoria, il futuro Sir Jack, e molto più alla pratica: non eccelleva a scuola, ma per i propri interessi fu disposto a studiare da ingegnere nei corsi serali. Eppure, adorava per lo più sporcarsi le mani nel suo primo lavoro da meccanico, in un'officina in cui apprese i rudimenti del mestiere. Aprì una rivendita di moto, si arruolò nell'aviazione per provare a diventare pilota d'aerei, si accontentò di lavorare sui velivoli come meccanico alle dipendenze della Royal Australian Air Force e poi via, a cercare l'adrenalina con le automobili. Si è sempre dato da fare, Jack, anche e soprattutto quando non era Sir: si fece notare in patria e decise di fare un biglietto di sola andata per l'Inghilterra, al solo scopo di misurarsi con i migliori. Gli inizi in F1 non furono facili, ma non mollò mai.

Che storia in F1: pilota e costruttore

Al suo primo GP, Silverstone 1955, si qualificò ultimo per poi ritirarsi in gara. Dovette attendere per avere giorni migliori, imponendosi gradualmente fino a ricevere una Cooper T51 per l'anno 1959. Vinse la prima gara di quella stagione ed a fine anno, contro pronostico, si impose da campione del mondo: smacco a Stirling Moss. Vinse ancora nel 1960, chiudendo da iridato un decennio e aprendo da iridato quello successivo.

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