Fondmetal: Intervista a Stefano Rumi 

Fondmetal torna in Formula 1 dopo 25 anni con Aston Martin: storia, tecnologia e ambizioni raccontate dall’amministratore delegato Stefano Rumi
Fondmetal: Intervista a Stefano Rumi 

Roberto CecereRoberto Cecere

Pubblicato il 11 marzo 2026, 15:17 (Aggiornato il 11 marzo 2026, 14:26)

Aston Martin vi ha fornito degli input specifici nella realizzazione del prodotto? 

Stefano Rumi: Sì, perché il team effettua simulazioni. Per la ruota la cosa importante su cui dobbiamo lavorare è capire quali sono i carichi a cui deve resistere. Carichi di fatica per simulare la vita durante l’intera stagione del mondiale, carichi limite che rappresentano le forze di picco, target di rigidità, di peso, volumi e superfici.

Aston Martin ha fornito ai nostri tecnici queste informazioni e noi con la conoscenza del materiale e dei requisiti di processo, attraverso varie simulazioni abbiamo sperimentato diverse geometrie. Abbiamo effettuato innanzitutto un'analisi dello stato dell’arte. Si arrivava dall'anno precedente dove il team aveva l'esperienza con i carichi del vecchio regolamento quindi noi abbiamo analizzato la situazione che c'era nel precedente regolamento l'abbiamo adattata con le nuove misure decise dalla FIA perché il cerchio adesso è un po' più complesso.

In base al regolamento FIA il canale di collegamento tra l'arco anteriore e l'arco posteriore non può essere lavorato come in passato quando poteva essere fresato per favorire il trasferimento del calore, in base agli input forniti dai team. Adesso queste lavorazioni sono state vietate anche per una questione di riduzione dei costi di riduzione di complessità. Abbiamo ricevuto dei requisiti dal team e che poi abbiamo applicato nelle varie simulazioni sono stati sperimentati più di 22 geometrie diverse per poi arrivare a quella definitiva

Ci sarà uno sviluppo della ruota nel corso della stagione? 

Stefano Rumi: Una cosa molto importante avverrà alla prima gara quando le specifiche tecniche e il CAD di ogni fornitore di ruote saranno messi a disposizione di tutti i team. C’è la curiosità di capire in che modo i competitor hanno sviluppato i propri cerchi. Il cerchio viene trattato come una componente open source all'interno del regolamento tecnico. La condivisione delle informazioni potrebbe portare a uno sviluppo del prodotto e una potenziale convergenza

Il cerchio offre capacità di dissipazione e se c'è stata interlocuzione tra voi e Pirelli e i fornitori degli impianti frenanti.

Stefano Rumi: No, tutte le informazioni le riceviamo solo attraverso il team che ci fornisce gli obbiettivi e noi dobbiamo interpretarlo e trovare una soluzione. Sebbene molto vincolata c’è una necessita di gestione termica diversa tra anteriore e posteriore

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