Fondmetal: Intervista a Stefano Rumi 

Fondmetal torna in Formula 1 dopo 25 anni con Aston Martin: storia, tecnologia e ambizioni raccontate dall’amministratore delegato Stefano Rumi
Fondmetal: Intervista a Stefano Rumi 

Roberto CecereRoberto Cecere

Pubblicato il 11 marzo 2026, 15:17 (Aggiornato il 11 marzo 2026, 14:26)

Cosa vi ha spinto a ritornare nel Circus, siglando l'accordo con Aston Martin? 

Stefano Rumi: L'idea di tornare in Formula 1, come fornitori delle ruote, era vincolata al cambiamento dei regolamenti tecnici. Nel regolamento precedente c’era un fornitore unico [BBS] quindi il prodotto ruota era “One Design”. A cavallo tra fine dicembre 2023 e inizio 2024, abbiamo ingaggiato due figure fondamentali con un’esperienza di altissimo profilo nel segmento delle ruote forgiate per OEM e Motorsport: Francesca De Boni e James Smith

Una scelta quindi legata alla maturità in termini in termini di infrastrutture e di know how?

Stefano Rumi: Non basta avere le facilities, bisogna avere anche la capacità di tramutare quello che è il CAD nel CAM, la produzione di ruote forgiate è un processo diverso rispetto alle ruote fuse un lavoro molto di nicchia con volumi contenuti che mal si sposano con una produzione di massa; quindi, è necessario avere un reparto dedicato. A gennaio 2024 abbiamo ingaggiato specialisti nella nostra azienda.

Con il cambio del regolamento tecnico è stata valutata l’ipotesi del ritorno in Formula 1. I team avevano la possibilità di scegliere il proprio fornitore. Lo sviluppo delle geometrie 2026 è stato limitato dal regolamento FIA in zone definite della ruota, questo per limitare la creatività progettuale limitando molto lo spazio di manovra rispetto a quello che avveniva con i 13 pollici, dove c'era ampia libertà. Il team che è entrato in Fondmetal è un’équipe che ha sviluppato per anni, per decenni, ruote di Formula 1. Ruote per diversi team, prodotte più di 5.000 ruote, più di 20 progetti diversi per vari team e quindi questo know-how è entrato in azienda e l'abbiamo messo subito a frutto.

Abbiamo sondato il terreno sui potenziali partner, tra questi Aston Martin, e da lì abbiamo scelto di lavorare direttamente con loro. Abbiamo deciso di collaborare con un unico team per dedicare tutte le nostre risorse. La partnership con Aston Martin ha anche un valore affettivo, perché è il team di Fernando Alonso, che ha mosso i primi passi in Formula 1 quando mio padre era team principal del team di Faenza.

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