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Norris-Verstappen: ricominciamo… ma per la quinta posizione

Pubblicato il 9 marzo 2026, 09:58
“Ricominciamo”, urlava Adriano Pappalardo mentre la sua giugulare pulsava. Lando Norris e Max Verstappen, “ricominciamo”, possono invece sussurrarlo al massimo sottovoce. Avrebbero ricominciato volentieri a giocarsi un titolo, come avevano fatto fino a dicembre; solo che ora le rispettive macchine a disposizione, McLaren e Red Bull, impediscono di guardare più in là di una quinta posizione, se davanti nessuno rompe.
C’è da lavorare
Almeno a Melbourne, quello che doveva essere il quartetto di testa si è ridotto a due sfide separate. Da un lato Mercedes e Ferrari, almeno per la prima parte di gara; dall’altra McLaren e Red Bull, con un brusco risveglio che pesa come i 50” che Lando e Max hanno rimediato sul traguardo da Russell. C’è parecchio da lavorare, per le compagini di Woking e Milton Keynes, che solamente tre mesi fa si erano contese il mondiale Piloti. Oggi invece, in questa nuova F1 che fa discutere, non sono loro i protagonisti designati: vedere Norris e Verstappen lottare per un 5° posto, a distanze siderali dalle due monoposto d’argento e dalle due monoposto rosse, è il sintomo di un presente che è cambiato e non risparmia nessuno, neanche gli ultimi due campioni del mondo.
E’ stata una gara agli opposti, per Norris e Verstappen. Il primo tutto sulla difensiva, dal momento che non aveva armi per andare all’attacco; l’altro invece all’attacco ci è andato davvero, anche se per una rimonta molto meno epica di altre: tanti dei piloti che l’olandese ha superato, li ha passati favorito da prestazioni che, ed il pilota è stato il primo a riconoscerlo, erano troppo differenti tra la sua macchina e quella degli altri. Si è divertito poco, Max, anche se i freddi numeri dicono che ha recuperato la bellezza di 14 posizioni (12 effettive, considerando i ritiri precoci di Piastri e Hulkenberg). Entrambi desiderosi di avere di meglio, entrambi unici piloti superstiti delle loro scuderie (anche Hadjar è finito ko causa motore), entrambi consapevoli di un fatto: c’è da lavorare. Sia in McLaren che in Red Bull.
Tanti margini per entrambe
Il loro duello è stato a malapena accennato. Max, negli scarichi di Lando, non ha mai avuto praticamente il guizzo per provarci. Ma il tema centrale della loro gara non è il duello vinto o perso con l’altro, ma i limiti delle rispettive vetture. E, udite udite, sotto sotto in Red Bull e McLaren dicono la stessa cosa: hanno sofferto con le gomme, e sia Lando che Max sono dovuti ricorrere alla seconda sosta. La MCL40 soffre di graining anteriore, come capitava alle ultime McLaren; ha del peso in eccesso, le manca carico e queste mancanze si ritorcono sulla gestione delle gomme; pure sulla RB22 di carico non ce n’è in abbondanza, e per entrambe i margini di guadagno sono sia sul fronte telaistico che su quello motoristico. Max dice che il deficit prestazionale dal vertice è riconducibile per metà al motore e per metà alla macchina: la PU targata Red Bull-Ford ha trovato probabilmente un'ottima mappa per la qualifica, ma ha bisogno di qualcosa di più nella gestione energetica in gara. La McLaren, invece, deve prendere appunti dalla Mercedes: nel sottolineare come il cambio a Woking se lo fanno in casa (e non è un dettaglio da poco, in questa era), Stella ha ammesso come in McLaren abbiamo molto da ottimizzare sul fronte dell’utilizzo della PU di Brixworth, di certo la migliore in circolazione.
Quando “ricominciamo”?
Insomma: così opposti nel modo di fare, così simili all’alba di questo nuovo mondiale che, dopo due anni di sfide, al momento pone McLaren e Red Bull nel ruolo di attrici non protagoniste relegate in seconda linea. Dopo la Cina, altro weekend da affrontare teoricamente sulla difensiva, tra Woking e Milton Keynes si andrà a lavorare a testa bassa nel tentativo di trovare correttivi. Risolvere e migliorare ciò che oggi rallenta loro, è il modo migliore per risalire la china e tornare davanti ad affrontarsi per la vittoria, e poter finalmente dire: ricominciamo.
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