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GP Australia, qualifiche: è tornata la Mercedes, prima fila da urlo

Pubblicato il 7 marzo 2026, 08:02
Tremate, le Mercedes son tornate. Il sorriso malefico di Toto Wolff diceva parecchio, e le sue parole prima delle qualifiche rivelavano una sicurezza mai vista o sentita prima finora. La pretattica (alla quale, va detto, nessuno ha creduto) ha pagato fino alla qualifica, quando una W17 esplosiva è andata a prendersi, senza fare prigionieri, la prima fila al GP Australia.
Distacco inequivocabile
I distacchi lasciano poco all'immaginazione: Hadjar, il primo degli inseguitori, si è piazzato terzo a 0"785. Divario in prossimità degli otto decimi, una vita rispetto ai distacchi dell'anno scorso, anche se con un ricambio regolamentare era impensabile ripartire dai distacchi contenuti dell'anno scorso. Prevedibile era anche vedere una Mercedes davanti a tutti, ma era difficile immaginare un margine così ampio su una concorrenza che esce con le ossa rotte dalla prima qualifica dell'anno. Perché al netto di una gara che può essere pazza, al netto di possibili guai di affidabilità, errori dei piloti o semplici sfortune legate ad eventuali bandiere gialle, rosse e safety car, lo squillo dato dalle Frecce d'Argento è stato piuttosto inequivocabile.
Antonelli dà la misura della superiorità
Insomma, gli altri inseguono. E paradossalmente, la misura della superiorità della Mercedes W17 l'ha data Antonelli: a muro a fine FP3 col rischio di non partire in tempo nel Q1 (grazie al ko di Verstappen si è finito in tempo il lavoro sulla vettura del bolognese). Andrea Kimi è sceso in pista senza ritocchi all'assetto e nonostante questo, e nonostante un Q3 poco pulito (prima uscita con un componente del raffreddamento attaccato alla macchina, poi un altro tentativo perso perché finito in ghiaia) è riuscito a prendersi comunque in scioltezza la prima fila, a quasi tre decimi da Russell ma con mezzo secondo di vantaggio sul primo inseguitore, il già citato Hadjar.
Vantaggio in tutti i settori
Russell non ha fatto prigionieri: miglior tempo in tutti i settori, un segnale in controtendenza rispetto a quanto visto fino alla fine delle FP3, quando l'alternanza al vertice nei singoli settori, causa diverse scelte nell'erogazione del motore, era stata la norma. Proprio nelle libere 3 è arrivato il primo, vero segnale del weekend: mentre Antonelli andava a muro, Russell stampava un crono superlativo, portando a casa appunto il miglior tempo in ogni segmento di pista. Questo si è ripetuto nel momento più importante, la qualifica, con la W17 che con il suo motore riesce a garantirsi una distribuzione di energia impensabile per gli altri. Esaustivo il passaggio alla chicane 9-10, quella al termine dell'allungo che ha inizio in curva 6: tutti in quel punto e dopo quel punto si ritrovano con la batteria vuota, mentre Mercedes continua a disporre di energia, frutto di un super lavoro di integrazione tra elettrico e termico che ha portato a tanta efficienza energetica. Senza giri di parole, dunque, possiamo dire che lo stato dei lavori in casa Mercedes è molto avanzato.
Mercedes alla riprova in gara
Domani la gara può essere un'altra cosa, almeno a livello di variabili. C'è il tema affidabilità, c'è quello della partenza, c'è lo spettro di una gara che, dati i numerosi problemi sparsi tra le varie scuderie in griglia, può essere caotica per via delle interruzioni che possono essere numerose. Ed anche il comportamento in gara di una macchina può essere diverso rispetto a quello in qualifica, per cui attendiamo un GP Australia che può dire ancora molto. Su tutto, può confermare la supremazia Mercedes anche in gara: sarebbe la notizia peggiore per gli altri.
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