GP Australia, i temi del venerdì: affidabilità, super clipping ed il confronto col 2025

Dopo il venerdì dell'Albert Park, si ha la sensazione che l'affidabilità sarà centrale. Tanto clipping, auto difficili e 3" persi rispetto al 2025 gli altri temi
GP Australia, i temi del venerdì: affidabilità, super clipping ed il confronto col 2025
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Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 6 marzo 2026, 08:36

Se verranno confermati 24 GP in stagione, questo mondiale metterà a disposizione 120 sessioni tra libere, qualifiche, sprint e GP. Ne sono passate appena due, le prime due dell'anno, ovvero FP1 ed FP2 del GP Australia a Melbourne, le quali hanno subito fornito qualche spunto sui quali riflettere.

 

 

L'affidabilità non è scontata

"To finish first, first you have to finish". Per arrivare primo, per prima cosa devi arrivare. E' un mantra delle corse e nel venerdì di Melbourne ci ha tenuto a ribadirlo anche Toto Wolff, a conferma di una situazione in cui tutti sono sull'attenti sul fronte dell'affidabilità. In questo senso, la giornata in pista all'Albert Park lo ha direttamente confermato, ad osservare quanti hanno avuto problemi più o meno grandi. Aston Martin a parte, alle prese con una situazione davvero critica, ci sono stati guai per tanti, anche per i big: Norris attardato in FP1 per via di alcuni controlli che hanno rivelato guai alla frizione, Verstappen costretto a sacrificare metà delle libere 2 per motivi ancora da chiarire. Tra gli altri, tanti alle prese con svariate complicazioni: Lindblad non è partito in avvio delle FP1, Albon è finito ko per via dell'idraulica (sempre nelle FP1), mentre nelle libere 2 è stato Perez ad avere grossi problemi, tanto da entrare in pista solo a pochi minuti dalla fine del turno e restare immediatamente fermo a bordo pista dopo appena 2 giri.

 

Aston Martin, che incubo

Niente sembra cambiato dai test per la Aston Martin, ancora nel pieno del suo incubo. E' proseguita la latitanza in pista della AMR26, capace di coprire non più di 33 giri in tutto il venerdì di Melbourne (3 giri in FP1 per Stroll e nessuno per Alonso, 13 tornate per Lance e 17 per Fernando nelle FP2). Lontanissima nei tempi, la scuderia di Silverstone ha patito un problema alla PU su entrambe le macchine nelle libere 1, con guai che si sono ripetuti (non ancora confermata la natura) nel corso della seconda sessione. Il quadro è reso complicato anche da un fatto ammesso da Newey in conferenza stampa: la squadra dopo i problemi nei test si è ritrovata con due sole batterie, una per macchina. Situazione delicata, perché in caso di rottura della batteria le AMR26 non avrebbero più ricambi per prendere parte al weekend. Rispetto alle prove invernali si sa che il team è intervenuto nella struttura interna per superare le difficoltà legate alle vibrazioni, ma la situazione è estremamente delicata.

 

 

Guidare non è facile

Un po' lo si era già capito nei test, osservando il comportamento in pista delle vetture, ed il venerdì australiano ne è stato una conferma: queste F1 non sono poi così facili da guidare, o comunque i piloti non hanno ancora piena dimestichezza con queste vetture. Tra FP1 ed FP2 l'Albert Park ha offerto parecchi momenti in cui i piloti, anche di punta, si sono ritrovati in difficoltà a guidare, con sbavature od escursioni di pista. E' capitato a Russell, Verstappen, Hamilton, Leclerc: insomma, quando si tratta di portarle al limite le F1 2026 non si fanno domare così facilmente.

Super clipping e ricarica: attenzione

C'è stato un episodio che ha fatto quasi paura: Lewis Hamilton, a tutta sul rettilineo principale, che si trova a scartare per evitare Colapinto, colpevole di essere rimasto in traiettoria in una fase di ricarica. Quello di ricaricare le batterie è un tema come sappiamo scottante nella F1 2026, e soprattutto su una pista come quella di Melbourne, con allunghi che rendono complicato fare il pieno di energia. Oltre alle fasi di ricarica, critica è anche la fase di "super clipping", ovvero un clipping molto pronunciato: se ne parlava già alla vigilia e le prime due sessioni di prove libere a Melbourne hanno confermato un grosso calo delle velocità di punta nel tratto più lungo da fare in pieno, ovvero quello che va da curva 6 a curva 9. In quei circa 15" a gas spalancato, si sono intravisti cali della velocità di punta intorno ai 40 chilometri orari: un tema da approfondire e da valutare nel prosieguo del fine settimana, con la massima attenzione sia all'efficienza globale sul giro che a quello della sicurezza, con chi si ritroverà a seguire un pilota magari con la batteria esaurita.

 

 

Confronto tempi 2025 vs 2026: circa 3" persi

Nel primo fine settimana dell'anno, è interessante confrontare i tempi tra le due sessioni di oggi con le due sessioni del venerdì di Melbourne 2025. Come previsto e ricercato, le F1 2026 si sono dimostrate più lente di circa 3", abbastanza in linea con le proiezioni. Nelle libere 1 di un anno fa il miglior tempo di Norris era stato 1'17"252, contro l'1'20"267 di oggi di Leclerc; nelle libere 2 2025 Leclerc aveva chiuso in 1'16"439, contro l'1'19"729 di Piastri oggi. Dunque, dai 3" di ritardo in FP1 si è passati a 3"3 di ritardo nelle FP2. Il dato più significativo sarà quello della pole position, il momento di massima prestazione: la pole 2025, messa a segno da Norris, fu segnata in 1'15"096.

 

 

 

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