Ferrari, all'asta la F92A di Alesi: quanto vale il dono inatteso di Montezemolo

Ha una storia particolare la Ferrari F92A che sta per essere battuta all’asta e dal valore multimilionario
Ferrari, all'asta la F92A di Alesi: quanto vale il dono inatteso di Montezemolo
© Art Curial

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 14 gennaio 2026, 10:10

Per due giorni Parigi diventa il centro delle attenzioni degli appassionati collezionisti d’auto e, ancor di più, di monoposto da Gran Premio. Appuntamento con Art Curial il 27 gennaio prossimo, che all’asta Automobile Legends batterà la Ferrari F92A con la quale Alesi corse 5 Gran Premi nel 1992, oltre ai due nei quali il telaio 136 venne portato in pista da Ivan Capelli.

Il 28 gennaio, invece, RM Sotheby’s batterà all’asta, nella cornice del Louvre, la Ferrari F310 B del 1997, il telaio portato in pista da Irvine a Monza e Melbourne, “battezzato” da Schumacher nelle prove del GP del Belgio. Diversissime la F310 B e la F92A, non lontanissime nel valore medio stimato. La Ferrari del ’97 è valutata tra i 5,5 e 7,5 milioni di euro, un progetto che portò Schumacher a contendere il titolo Piloti a Villeneuve nel GP di Jerez.

Ferrari del 92 bella e poco competitiva

La Ferrari F92A, invece, ha un valore stimato tra i 3 e 5 milioni di euro. Sebbene non abbia ottenuto grandi risultati sportivi, in una fase di piena ricostruzione della Ferrari, può considerarsi una delle più belle Rosse degli anni Novanta. Peccato che lo stile conti nulla quando le prestazioni in pista latitano. In quella stagione la Rossa ottenne un terzo posto quale migliore piazzamento, mentre il telaio 136 ha disputato 7 gare, ottenendo un quarto posto nel GP d'Australia a fine campionato e un quinto nel GP di Germania.

Il progetto F92A nacque con il contributo di Steve Nichols e Jean Claude Migeot nell’area tecnica, prima dell’arrivo di Harvey Postletwhite; il motore V12, progettato da Massai e Lombardi, soffriva invece in termini di affidabilità e prestazioni, mentre sotto il profilo aerodinamico la monoposto era caratterizzata da un doppio fondo, con un elemento immediatamente sotto le pance e delle canalizzazioni create, in stile canali Venturi, con il fondo piatto vero e proprio.

 

 

L'arrivo di Berger e il regalo di Montezemolo

La storia che accompagna la Ferrari F92A telaio 136 narra, parola di Jean Alesi, di un esemplare consegnato a fine stagione dalla casa di Maranello al pilota di Avignone, dopo una telefonata con il presidente Montezemolo e successiva all’ingaggio di Berger per la stagione 1993. Allora, c'era il timore di un "asse austriaco" con il consulente Lauda, scelto da Montezemolo che era divenuto presidente nel 1991.

Alesi, nell’intervista ad Art Curial, nel presentare l’esemplare all’asta, ricorda: “Alla fine di quell’anno, Capelli non faceva più parte della Scuderia (gli ultimi 2 GP vennero corsi da Larini; ndr) e Berger era stato ingaggiato quale nuovo compagno di squadra. Dal modo in cui venne presentato alla stampa ebbi l’impressione che volessero ripartire da zero, con l’arrivo di Berger. Allora, in squadra c’era Niki Lauda e mi chiese se avevo dei problemi. Gli dissi che sinceramente, l’arrivo di Gerhard, l’essere austriaco e suo amico, non mi sembrava giusto.

Mi chiese cosa volessi, se era una questione di soldi. Gli spiegai come non volevo parlare di quello ma che si trattava di rispetto. Disse che non c’erano problemi su quell’aspetto e di chiamare il presidente.

Mi chiamò lui e disse di aver parlato con Niki: ‘Non temere, ti amiamo e non c’è nessun problema. Ti diamo in dono la macchina. Quando rientri dall’Estoril parla con la squadra, ti diranno tutto: farai un collaudo a Fiorano e potrai tenerla’”.

Dalla fine del 1992 a oggi, la Ferrari F92A è rimasta nella villa di Avignone di Alesi, nelle condizioni esatte in cui concluse i due giri di verifica a Fiorano, prima di essere caricata sul camion che la portò in Francia.

Le altre Rosse di valore

Adesso è pronta per un nuovo proprietario e collezionista. Il valore stimato della F92A non è troppo distante dai 6,4 milioni di euro battuti nel 2017 per la Ferrari F2001 iridata di Schumacher. Quella stessa monoposto, nel 2025, è passata di mano per ben 15,5 milioni di euro, superando i 12,3 milioni di euro della Ferrari F2003 battuta all'asta nel 2022.

 

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