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Sainz out in Messico, entra la VSC e scoppia la polemica

Pubblicato il 27 ottobre 2025, 15:16 (Aggiornato il 28 ott 2025 alle 10:35)
Il Gran Premio del Messico ha regalato un weekend da ricordare per intensità, ritmo e colpi di scena. Il pubblico dell’Autódromo Hermanos Rodríguez ha assistito a una gara vibrante, piena di duelli sia nelle prime posizioni che nelle retrovie. Un vero show adrenalinico durato tutti e 71 i giri, con strategie aggressive, sorpassi audaci e imprevisti a ripetizione. Tuttavia, un episodio negli ultimi minuti ha acceso il dibattito e sollevato dubbi su come sarebbe potuto cambiare il finale.
Il ritiro di Sainz e la Virtual Safety Car contestata
Dopo una domenica già complicata, Carlos Sainz è stato costretto al ritiro al 70° giro. Lo spagnolo ha parcheggiato la sua FW47 nella sezione dello stadio, riuscendo a infilarsi correttamente nella via di fuga, senza intralciare il passaggio degli altri piloti. Nonostante questa manovra pulita e accorta, la direzione gara ha deciso di introdurre il regime di Virtual Safety Car. Una scelta che ha subito acceso le discussioni: molti si sono chiesti se fosse davvero necessaria, considerando che la vettura era fuori pista e non costituiva pericolo immediato. La tempistica, poi, ha alimentato ulteriormente le polemiche. In quel momento Max Verstappen era in rimonta su Charles Leclerc per tentare l’assalto al secondo posto, ma l’attivazione della Virtual ha congelato le posizioni, impedendo ogni possibilità di sorpasso. Di fatto, il provvedimento ha favorito Leclerc, penalizzando la rincorsa dell’olandese.
La spiegazione ufficiale della FIA
La Federazione, però, ha chiarito rapidamente le ragioni della decisione. In un comunicato diffuso dopo la gara, la FIA ha spiegato: “Sainz è andato in testacoda e si è fermato nella via di fuga all’esterno della curva 14. La sua auto si è fermata in una posizione esposta. Successivamente, la vettura ha iniziato a fumare e la direzione gara ha ricevuto notifiche di incendio, rendendo chiaro che sarebbe stato necessario l’intervento dei commissari per il recupero”.
In sostanza, la Virtual Safety Car è stata attivata non tanto per la posizione della monoposto, quanto per il rischio di incendio che ha reso obbligatorio l’intervento dei commissari. Un principio di precauzione, dunque, che ha garantito la sicurezza dei piloti e degli addetti, anche se a costo di spegnere sul nascere una possibile battaglia finale tra Verstappen e Leclerc.
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