Zak Brown: dalla "ruota della fortuna" al comando di McLaren

La pessima carriera scolastica, il quiz televisivo, poi la passione per le corse e il trionfo in McLaren: la storia di Zak Brown
Zak Brown: dalla "ruota della fortuna" al comando di McLaren
© Getty Images

Ilaria ToscanoIlaria Toscano

Pubblicato il 8 ottobre 2025, 14:09 (Aggiornato il 8 ottobre 2025, 12:28)

Lando Norris e Oscar Piastri hanno regalato un’altra giornata di gloria alla McLaren Racing: nel Gran Premio di Singapore, i due piloti hanno tagliato il traguardo rispettivamente al terzo e quarto posto, ottenendo così il secondo titolo consecutivo del team nella classifica costruttori.

Oggi McLaren è tra i nomi più prestigiosi della Formula 1, ma la sua attuale crescita è legata soprattutto alla visione del suo amministratore delegato, Zak Brown. Sotto la sua guida, la storica scuderia britannica ha raggiunto un valore record stimato tra i 4 e i 5 miliardi di dollari. Da quando ha assunto la guida dell’azienda, Brown ha saputo sfruttare la popolarità crescente della F1 negli Stati Uniti per attrarre sponsor e consolidare la posizione del marchio, riportando a Woking nel 2024 il primo titolo costruttori dal lontano 1998.

Un traguardo impressionante per chi, prima di entrare nel mondo dei motori, faceva girare… la ruota della fortuna.

Dalla scuola al set di Wheel of Fortune

Zak Brown è nato a Los Angeles e, da adolescente, non sebrava destinato a questa carriera. A scuola non era un modello di disciplina anzi, come lui stesso ha raccontato nel podcast The Bottom Line di BBC, non era un bravo studente, saltava spesso le lezioni e finiva nei guai, ci fu addirittura una rissa con il preside, che gli costò l’espulsione.

Fu proprio in uno dei pochi giorni in cui si trovava a scuola che scoprì un annuncio: il celebre quiz americano Wheel of Fortune cercava studenti per una speciale “Teen Week”. Brown si iscrisse, venne scelto tra centinaia di candidati e riuscì a vincere due round consecutivi, portandosi a casa un paio di orologi come premio.

Poco dopo, nel 1981, assistette con la sua famiglia a una gara di Formula 1: fu amore a prima vista. Decise allora di vendere gli orologi vinti e con il ricavato acquistò un go-kart. È iniziata così la sua carriera nelle corse, quando ha investito la vincita del programma televisivo per iniziare quella che sarebbe stata un’avvenuta straordinaria.

Dalle piste al business dei motori

Anche se la vita da pilota non lo portò mai fino alla Formula 1, Brown ebbe esperienze importanti in categorie come la British Formula Three, la Formula Opel-Lotus Benelux e la Toyota Atlantic Series. Ma la vera svolta arrivò quando decise di concentrarsi sul lato commerciale del motorsport.

Fondò infatti Just Marketing Inc. (JMI), un’agenzia che sfruttava i contatti del mondo delle corse per mettere in relazione brand e team. L’idea si rivelò vincente e JMI diventò presto una delle più grandi agenzie di marketing sportivo del settore automobilistico.

Quando McLaren lo assunse nel 2016, il team attraversava un periodo complicato, e nel 2018 diventò CEO. I risultati deludenti in pista venivano attribuiti ai problemi del motore, ma anche dopo il cambio di fornitore le difficoltà continuarono. 

Rinascita e cultura del cambiamento

Oltre a dover gestire le tensioni interne, Brown dovette affrontare anche una situazione economica precaria

Nel 2020 MSP Sports Capital ha acquistato il 15% della McLaren Racing, e la sua partecipazione, secondo un accordo, sarebbe aumentata al 33% entro la fine del 2022.

Il manager ha raccontato quanto fosse difficile mantenere l’umore alto in una stuazione tutt’altro che facile.

Quell’investimento e una nuova filosofia di lavoro hanno però cambiato il destino della scuderia.

 “Vincenti o perdenti, restiamo uniti. Nessuno punta il dito: impariamo dagli errori e andiamo avanti”, ha spiegato Brown.

Oggi McLaren è tornata tra le protagoniste della Formula 1, e la storia del suo amministratore delegato resta una delle più singolari dello sport: dal set di un quiz televisivo ai podi del Circus, sempre spinto dalla stessa ruota, stavolta quella della determinazione.

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