Symonds, stabilità punto forte della Williams

Il direttore tecnico spiega il percorso che ha portato alla nuova FW38 e le debolezze tecniche (e operative) da sanare
Symonds, stabilità punto forte della Williams

Pubblicato il 19 febbraio 2016, 13:32

«Non è un segreto che le prestazioni della FW37 nel lento non erano allo stesso livello di quelle sul veloce, perciò abbiamo passato tanto tempo a ricercarne le cause e apportare i cambiamenti». Pat Symonds chiarisce subito qual è stato l’aspetto principale curato nella progettazione della macchina 2016. Per scoprire se i risultati daranno ragione al lavoro dei tecnici, e con quali proporzioni, si dovrà attendere Montecarlo, il punto più basso toccato dalla scuderia inglese lo scorso anno. Il direttore tecnico delinea per sommi capi gli interventi che hanno portato alla FW38, «Abbiamo affrontato i normali ostacoli fisici allo sviluppo che si incontrano sempre nella vita di una monoposto e provato a rimuovere queste barriere», tradotto: interventi di portata più ampia per sanare dettagli non sanabili in corso di campionato, che richiedono un approccio diverso in fase di progettazione. «Quando abbiamo iniziato a girare con la FW37 abbiamo potuto apprezzare la direzione che volevamo intraprendere con il progetto futuro e al tempo stesso iniziato a impostare l’architettura di base, in modo che dei componenti ritenuti fondamentali nel percorso progettuale centrassero gli obiettivi. Telaio e cambio, ad esempio, rientrano in questa categoria, servendo per entrambi molto tempo non solo per il progetto ma anche per l’analisi strutturale», spiega Symonds, oltre a confermare un atteso incremento della rumorosità intorno al 12%, mentre sul fronte della power unit anticipa quel che già Andy Cowell, Mercedes AMG HPP, aveva annunciato: ci sarà maggior potenza grazie a miglioramenti sul versante della combustione e dell’efficienza termica. Non solo alle modifiche tecnica, guarda il DT Williams, parlando anche di cambiamenti organizzativi: «Come nel progetto della macchina analizziamo debolezze e punti di forza, così facciamo nel team. Ciò ha portato a diversi cambiamenti operativi che, pur non essendo visibili dall’esterno, dovranno garantire al team una migliore reattività con i diversi scenari di corsa. Un punto di forza per il 2016 è la stabilità, fattore facile da sottovalutare, ma avendo gli stessi piloti e team di ingegneri speriamo di essere andare in fretta a regime, sarà importante con solo 8 giorni di test». Fabiano Polimeni

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