Symond, Monza il “bivio” nelle prestazioni Williams

Considera positiva la conferma del terzo posto, ma ammette il passo indietro rispetto a Mercedes
Symond, Monza il “bivio” nelle prestazioni Williams

Pubblicato il 18 dicembre 2015, 11:06

E’ una visione che guarda al bicchiere mezzo pieno, quella di Pat Symonds sulla stagione 2015. E’ indubbio che la conferma del terzo posto nel mondiale Costruttori sia risultato comunque importante per un team come Williams, resta tuttavia la sensazione di una minor brillantezza rispetto ai 12 mesi precedenti, con un gap progressivamente ampliatosi non solo su Mercedes, ma anche rispetto alla Ferrari. «Ovviamente sono quelli che si sono spostati maggiormente, dispiace perché erano un po’ dietro di noi e sono passati un po’ davanti, da uno 0,3% in meno a uno 0,3% in più. Hanno vinto un paio di gare grazie alla pura velocità, ma non credo che dovremmo essere delusi della nostra stagione», ha dichiarato ad Autosport. Approfondendo l’andamento delle prestazioni nell’arco delle 19 gare, identifica in Monza il cambio netto delle sorti Williams: «La gente sente che lo scorso anno eravamo più vicini a fine anno, probabilmente è vero. Ma relativamente alla Mercedes, fino a Monza conservavamo quell’1% che in media ci separava da loro a fine 2014. A Monza hanno beneficiato del balzo di potenza e siamo arretrati un po’. E’ comunque una buona stagione, dannatamente una buona base sulla quale lavorare». Il motore evoluzione che non è stato fornito ai team clienti e il lavoro in ottica 2016 per un team che non aveva realisticamente più nulla da chiedere alle ultime gare stagionali, tra i fattori che hanno “accelerato” l’arretramento della scuderia. Pur confermando il terzo posto nel mondiale, Symonds specifica: «Lo scorso anno era come la vittoria di un titolo, dopo che il team aveva attraversato un decennio di continua perdita di competitività. Il risultato però ha alzato le aspettative di tutti, con il desiderio di progredire, in realtà aver consolidato il terzo posto è una conquista ancor più grande». Fabiano Polimeni

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