Ha fatto una certa impressione, dando adito anche a qualche riflessione (per non dire elucubrazione) la scelta di Michael
Schumacher di rientrare prima di finire il giro nel corso dell'ultimo turno di
qualifiche, accontentandosi del
decimo tempo e quindi della quinta fila sullo schieramento.
Come poteva pensare di andare con le
gomme dure all'attacco della pole? Oppure era solo per
partire domani con queste, al contrario di tutti gli altri? Ma per tenersi il 10° posto, non era quasi meglio
rinunciare subito in Q2 e, al costo di poche posizioni,
risparmiare un altro set di gomme? Questi i
dubbi sulla
strategia di Schumacher che tanti si sono posti dopo le
qualifiche in Spagna.
Invece pare proprio che il tedesco sia stato
costretto a fare quello che ha fatto non per scelte calcolate a tavolino, bensì per
problemi alla vettura e per ipotesi che poi non si sono verificate:
«Nel corso del Q3 mi sono ritrovato con il Kers che non funzionava, e abbiamo dovuto reagire nel miglior modo possibile in quel momento».
Questo spiega l'aver
abortito il giro già iniziato. Ma per quanto riguarda l'adozione delle
gomme dure?
«Abbiamo deciso di montarle per risparmiare quelle morbide e nello stesso tempo contrastare chiunque altro avesse fatto la stessa scelta e fosse entrato anche lui con le dure. Ma non l'ha fatto nessuno, così sono rientrato ai box senza far segnare il tempo, che tanto non avrebbe potuto essere né migliore né peggiore del 10°. Ora potremo scegliere meglio le tattiche per domani. Ultimamente ho fatto delle buone partenze e, visto che con il Kers e l'ala mobile sarà possibile superare anche qui a Barcellona, spero di guadagnare qualche posizione nelle fasi iniziali di gara. Poi si tratterà di fare il meglio possibile nello sfruttare bene le gomme, in particolare il set nuovo che mi è rimasto».
Sicuramente una
qualifica un po' particolare per scelte e situazioni, questa di
Schumacher, ma va pur detto che nonostante un approccio completamente differente
Rosberg non è riuscito ad andare più in là del
settimo posto, quindi poco più avanti del compagno di squadra (e più indietro di 4 piazze rispetto all'ultima gara in Turchia).
«Ma ci siamo concentrati sulla messa a punto per la gara durante tutte le prove - spiega
Rosberg -
per cui era inevitabile che avremmo sofferto un po' in qualifica. Ma mi aspetto che saremo molto più competitivi domani in gara e di fare meglio che a Istanbul».