WEC, Imola: grande spettacolo, ma sul BoP si sceglie il segreto

Imola conferma tutto il suo valore tra pubblico record, gare tiratissime e grande equilibrio in pista. Ma la decisione di non rendere  pubblico BoP apre una frattura
WEC, Imola: grande spettacolo, ma sul BoP si sceglie il segreto
© LAT Images

Giorgio FerroGiorgio Ferro

Pubblicato il 21 aprile 2026, 18:29 (Aggiornato il 22 apr 2026 alle 07:38)

Nello scorso weekend l’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola ha ospitato il primo round del WEC, il Campionato Mondiale Endurance. Ancora una volta è stata una straordinaria Festa dello Sport a cui hanno partecipato più di 92.000 persone in un crescendo continuo, anno dopo anno. Un successo oggettivamente innegabile che si ripete infatti da anni e che ha un certo numero di ragioni. 

Il vero valore aggiunto

In primis, il livello qualitativo dello staff organizzativo dell’autodromo che fa sì che Imola sia di gran lunga il punto di riferimento assoluto, in Italia, per eventi motoristici di portata internazionale. La qualità dei servizi offerti agli appassionati in autodromo è stata come sempre integrata ed amplificata dalla proattività degli enti locali che hanno promosso l’attrattività del territorio con eventi ed iniziative a corollario dell’evento prettamente sportivo. Come è giusto e logico che sia, non essendo il weekend motoristico un evento intimo, riservato ad una setta limitata di appassionati.

Altro motivo innegabile di successo è rappresentato dallo spettacolo in pista. In parte conseguenza delle caratteristiche tecniche del tracciato e poi al fatto che il WEC è indubbiamente uno dei campionati più ricchi di emozioni dell’attuale panorama internazionale. Un successo qualitativo e quantitativo innegabile. Otto costruttori diversi di Hypercar – prototipi ibridi, ma con un bilanciamento sensato tra motore endotermico e contributo elettrico che evita i pasticci che abbiamo visto in F1 in questo inizio di campionato – con altri due in lista d’attesa per la prossima stagione. E nove sono i costruttori presenti con le LMGT3. Insomma, il WEC è un campionato estremamente competitivo, punto di riferimento importante per chi – costruttori, team e piloti – vuole fare motorsport al top.
 
Dicevamo dello spettacolo. Nella qualifica del sabato, in sei decimi ci sono state tutte e dieci le Hypercar che hanno partecipato all’Hyperpole per definire la griglia di partenza. E la pole è stata conquistata da Giovinazzi con la Ferrari 499P #51, campione in carica, con soli 11 millesimi di margine sulla Toyota #8 che, dopo una bella sfida, ha preceduto al traguardo di domenica la Rossa di una manciata di secondi.

Sei ore che non annoiano mai

Le gare del WEC sono lunghe, perlomeno in rapporto a quella che viene solitamente ritenuta la soglia di attenzione dello spettatore medio. Qui ad Imola la gara è stata di sei ore. Eppure, ha tenuto accesa l’attenzione degli appassionati per il livello delle performance che abbiamo visto in pista e per l’equilibrio che ha caratterizzato i duelli. Quello per la vittoria che, come abbiamo detto, ha visto le Ferrari vedersela con la Toyota tornata al top con la vettura aggiornata. E quello per le posizioni subito sotto il podio che ha visto lottare ben cinque vetture racchiuse in un paio di secondi. Straordinario anche l’equilibrio registrato nella categoria LMGT3 in cui la BMW del team WRT ha battuto la Corvette di TF Sport per soli due decimi di secondo. Due decimi dopo sei ore…

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