Las Vegas, dove i dettagli decidono un Mondiale

A Las Vegas pochi millimetri hanno stravolto il Mondiale: da McLaren a Verstappen, da Hamilton ad Antonelli, tutto si è deciso nei dettagli
Las Vegas, dove i dettagli decidono un Mondiale
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Giorgio FerroGiorgio Ferro

Pubblicato il 26 novembre 2025, 11:13

È sempre una questione di dettagli. Chi ci segue, o chi ci conosce, sa bene che è una considerazione che facciamo spesso. Anzi, sempre. Perché l’esperienza ci ha insegnato che il successo nel Motorsport è sempre conseguenza di quanti dettagli si riescono a dominare o, perlomeno, a tenere sotto controllo. Perché poi ne basta uno solo a far saltare il banco...

Il peso dei dettagli nel Motorsport

Il Gp di Las Vegas ne è stata l’ennesima dimostrazione. Con una serie di dettagli che hanno definito il copione del weekend, cambiato la vita a diversi piloti e, soprattutto, condizionato i prossimi due round di questo campionato. Gli ultimi. Dettagli infinitesimi e dettagli più macroscopici. Inezie come i decimi di millimetro mancanti sui plank delle due McLaren a fine gara, che avrebbero dovuto essere almeno spessi 9 millimetri ed invece, nei punti di misura imposti dal regolamento, erano tra 8,74 e 8,93. Un dettaglio infinitesimo che però è costato un’enormità al team di Woking. 18 punti che avrebbero consentito a Norris di limitare la remuntada di Verstappen e vivere con maggiore serenità i prossimi impegni a Losail e Abu Dhabi. Ed è andata bene che i 30 punti persi dal team non hanno avuto conseguenze negative, avendo già portato a casa il titolo mondiale. 

Si era visto in gara quanto le McLaren strisciassero sulle sconnessioni delle strade di Vegas. Toccavano col fondo molto più degli altri, anche dopo metà gara, quando la minor quantità di carburante nel serbatoio consente di viaggiare più alti. E si era capito che qualcosa stava andando storto quando negli ultimi giri il muretto Papaya ha chiesto insistentemente ai piloti, in primis Norris, di fare lift-and-cost in più punti del circuito, perdendo 3-4 secondi al giro. Si pensava alla carenza di benzina o ai timori per l’usura gomme. Invece stavano semplicemente cercando di correre ai ripari

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