Hankook nel mirino: pioggia di forature in Paraguay

Criticato anche da un pilota diplomatico come Evans, il produttore asiatico ha cercato di giustificarsi,  sottolineando anche la bontà dei suoi pneumatici 
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Hankook nel mirino: pioggia di forature in Paraguay
© Getty Images

Chiara RainisChiara Rainis

Pubblicato il 4 settembre 2026, 10:42

Da qualche anno a questa parte le gomme sono diventate cruciali nel WRC. Non che prima non lo fossero, ma di certo, ultimamente, hanno acquisito un’importanza tale da determinare l’esito delle gare. Se già dal 2021 al 2024 Pirelli ha dovuto far fronte al malcontento di chi sosteneva la scarsa competitività e resistenza del prodotto distribuito alle squadre, non meglio sta procedendo con Hankook, subentrata in qualità di fornitore unico nel 2025. Tra i piloti più avvezzi alle critiche plateali quanto brutali il nove volte iridato, Sébastien Ogier non ha mai risparmiato la Casa milanese e neppure si è trattenuto con quella sudcoreana. Pure in questa stagione il transalpino è entrato a gamba tesa, in particolare dopo il ko, mentre era a due passi dalla vittoria, subito in Portogallo.  

A ragione o a torto non sta a noi dirlo non essendo in abitacolo, di certo, però, va registrato l’alto numero di forature che sta colpendo sia i veterani, sia i meno esperti. Una dimostrazione ce la sta fornendo il Rally del Paraguay in scena in queste ore. Dopo appena 12 PS delle 22 in programma il resoconto pareva un bollettino di guerra. In pochi sono stati in grado di salvarsi. Lo stesso Séb si è dovuto fermare due volte, ma possiamo citare altri big come Oliver Solberg, Adrien Fourmaux,  il driver Lancia Yohan Rossel e soprattutto Hayden Paddon il quale, per uno pneumatico bucato si è visto privare del comando della corsa.

E la “punturina” alle coperture non ha risparmiato neppure il leader del Mondiale Elfyn Evans, il quale, impegnato a smanettare a bordo strada sulla sua Yaris nel corso della PS7, ha espresso disappunto pur mantenendo il suo classico aplomb. “Non so quanto possa dire per non mettermi nei guai, ma la situazione parla da sé. Non c’è bisogno di aggiungere altro. Chi non ha patito forature, ha avuto altri gravi problemi (il riferimento è anche alle diverse delaminazioni). E’ una lotteria”, la sua denuncia arrivata forte e chiara dal parco assistenza sudamericano. 

Hankook fragili come palloncini, il fornitore si giustifica

A dispetto delle novità introdotte in Grecia relative perlopiù alla mescola più dura, le “scarpe” asiatiche non convincono, ma per il responsabile motorsport del marchio Steven Cho c’è ben poco da correggere. “Noi vogliamo migliorare, ma sono fermamente convinto che le nostre siano ottime gomme. Non si può chiedere un prodotto adatto alle velocità di Estonia e Finlandia e poi pretendere che si comporti allo stesso modo in Kenya o qui dove le condizioni sono totalmente differenti”, si è difeso con fermezza. Negando qualsiasi colpa, il tecnico se l’è presa con il tipo di fondo, più abrasivo delle attese, giustificando poi i tagli laterali con la lunghezze delle prove. Tutte considerazioni che certamente, a weekend archiviato faranno molto discutere.

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