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Ogier e la perenne insofferenza verso i fornitori di gomme: "Non ci siamo ancora"

Chiara Rainis
Pubblicato il 2 luglio 2026, 16:41
In un WRC dai pochi spunti e dalle personalità appiattite qualcuno potrebbe sostenere che è una fortuna avere un personaggio dalla vis polemica accentuata come Sébastien Ogier. Sicuramente le numerose dichiarazioni al vetriolo che escono dalla sua bocca servono a mantenere viva l’attenzione sui rally anche nei momenti più avari di notizie. Dal carattere frizzantino, il francese ha dimostrato di non aver paura ad alzare la voce neppure quando giovanissimo ed inesperto si mise contro all’allora compagno di squadra Sébastien Loeb, costringendo Citroen ad una rivoluzione inattesa a fine 2011. Consapevole di non poter continuare a gareggiare con una guerra intestina in atto, la Casa del Double Chevron fece saltare il team manager Olivier Quesnel, accusato di non essere stato in grado di gestire i due galletti in lite, e lo stesso driver di Gap il quale sposò il progetto Volkswagen appena nato, dapprima accettando di correre per il 2012 con la meno potente Skoda Fabia S2000, per poi passare al volante della Polo WRC con cui conquisterà cinque Mondiali consecutivi.
Chiusa la querelle con il connazionale, complice anche il suo pensionamento nel 2013, il transalpino ha trovato negli pneumatici l’argomento preferito su cui discutere. Sempre molto sensibile da questo punto di vista, ha perso definitivamente i freni inibitori quando dal 2021 Pirelli è diventato il fornitore unico. Contestata a più riprese con appellativi coloriti che non replichiamo, l’azienda milanese è stata contestata soprattutto nel 2022, in particolare al termine del Rally di Croazia per l’alto numero di forature e in Giappone quando il nove volte iridato disse: “Sono l’unico a parlare e non è assolutamente accettabile. Tutti noi lavoriamo duramente per fare del nostro meglio ed è un peccato essere costretti ad affidarci a qualcuno che non lo fa ad un livello accettabile. Abbiamo avuto più forature in un anno che non in dieci con il fornitore precedente Michelin”.
Ogier e la scarsa simpatia per i fornitori di pneumatici, malumori anche in Grecia
Uscita di scena la compagnia italiana a fine 2024, Séb non ha perso il vizio prendendo presto di mira l’erede Hankook, non in grado, a suo avviso, di costruire gomme all’altezza di un Mondiale. Solo quest’anno ha fatto chiacchierare il post ironico pubblicato sotto un video del marchio che celebrava le prestazioni delle coperture in Portogallo, definito una barzelletta. Fresco vincitore all’Acropoli, il 42enne ha avuto qualcosa da contestare pure al termine dello scorso weekend. La ragione? “Scarpe” non del tutto congeniali ad un terreno tanto accidentato.
“Non voglio essere troppo severo perché sono stati fatti dei miglioramenti, ma considerata la tipologia di fondo non a sufficienza. Speriamo almeno che sia stata la fase più complessa dell’annata sotto questo punto di vista e che d’ora in avanti ci si possa focalizzare al massimo sulla guida e sulle battaglie, senza badare troppo a tenersi lontano dai guai”, l’ennesima stoccata che, certamente, sarà seguita da altre specialmente nelle corse in cui non lo vedremo arrivare primo.
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