6 Ore Imola, sabato: una giornata con Peugeot

Tra connazionali, qualifiche, 908 storica e voglia di rivalsa, Peugeot ci ha aperto le porte: ecco come il Leone vuole tornare a ruggire
6 Ore Imola, sabato: una giornata con Peugeot
© Getty Images

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 18 aprile 2026, 19:03 (Aggiornato il 19 apr 2026 alle 15:29)

Non servono giochi di parole neanche troppo ricercati, perché il simbolo è il Leone ed i richiami al re della foresta vengono da soli. Il Leone che ruggisce in pista con la vecchia (ma sempre bellissima) Peugeot 908, capace di essere protagonista tra le auto storiche. Il Leone che invece vorrebbe tornare a ruggire nel presente, con questa Peugeot 9X8 nata complicata e ancora in cerca di gioie durature, dopo averne assaggiate di pochissime e troppo fugaci.

 

 

Tra ambizioni e realtà

Sull'essere "leoni" ci giocano anche loro. "Lions here", trovi scritto sul retro del box. "Roar zone", scherzano invece sulla superficie del motorhome che si trova immediatamente dietro al garage. E' qui che sono seduti, a fine libere, Stoffel Vandoorne e Malthe Jakobsen: il primo doveva lasciare, destinazione Genesis, ma un ripensamento del programma con Jean-Eric Vergne lo ha fatto ritornare nella foresta francese della Peugeot, solo su una macchina diversa (correva sulla numero 94, oggi è sulla 93); il secondo invece è uno dei simboli del movimento danese, una bandiera che nel WEC sventola alta e forte, dato che ci sono pure Nicklas Nielsen e Kevin Magnussen. Il ruggito, dopo le parole nell'incontro con noi della stampa, è riuscito meglio a Malthe: 4° in qualifica, a 73 millesimi dalla pole position. Ruggito molto più sbiadito per Stoffel, 15° ed escluso dalla hyperpole: il team aveva detto di puntare alla top 10 in qualifica con entrambe le macchine, e invece si ritrovano ai lati opposti dello schieramento. 

Il volto nuovo di Peugeot

A proposito di team, a guidarlo c'è un volto nuovo: è Emmanuel Esnault, in arrivo da Iron Lynx, giunto in Peugeot sperando di rinfoltire la criniera. La 9X8, causa joker esauriti, non si può toccare: hanno modificato il minimo per rientrare nella nuova omologazione, nella speranza che nei dettagli si nascondesse un po' di prestazione da trovare e mettere in pista. Se non si può toccare la macchina, tocca mettere mano alla squadra: esecuzione e strategia dovranno essere al meglio, l'affiatamento di squadra pure e sono ammessi pochi errori. Esnault è ancora nella fase conoscitiva del team, ma aveva le idee chiare sin dalla presentazione a Parigi, a fine febbraio: "Peugeot non può chiudere settima in campionato", aveva tuonato. Forse per condivisione di pensieri o forse semplicemente per indole, ma Vandoorne al riguardo la pensa come il suo capo: ed a domanda specifica, del tipo "a fine anno sarete contenti se?", risponde sicuro: "Se vinceremo!". 

 

 

Un tocco di tricolore in Peugeot. Che rilancia

In Peugeot la voglia di far bene c'è, e non manca nemmeno un pizzico di italianità. Ci guida Stefano Virgilio, Responsabile Comunicazione Peugeot Italia, e ci conduce al pranzo con Marco Pastorino, Team Manager, e Ruggero Apriletti, Chief Engineer della numero 94. Parlano, raccontano com'è il loro ruolo e com'è la vita dentro alla Peugeot. La racconta a fine giornata anche l'amministratore delegato Alain Favey, nel suo italiano imparato nel suo passato lavorativo nel Belpaese. Alain si esprime in un italiano ben parlato, interrotto solo dalla Porsche GT Cup Deutschland, che romba in sottofondo mentre il sole tramonta. E dice cose interessanti: come la storia che Peugeot ha scritto e vuole scrivere, dando continuità ad un romanzo che quest'anno taglierà il 100° anniversario del debutto a Le Mans, e soprattutto della voglia di rilanciare: la rinnovata Hypercar Peugeot, annuncia, arriverà nel 2027. E speriamo che sia l'auto giusta per tornare davvero a ruggire.

 

 

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