La Svizzera riaccende i motori: dopo 71 anni stop al divieto di gare automobilistiche

Dopo oltre sette decenni, il Paese abroga la norma che vietava le competizioni automobilistiche. Ma solo con precise condizioni
La Svizzera riaccende i motori: dopo 71 anni stop al divieto di gare automobilistiche
© Mercedes-Benz Group

Lorenzo LucidiLorenzo Lucidi

Pubblicato il 12 maggio 2026, 15:47 (Aggiornato il 13 mag 2026 alle 07:23)

Le Mans, 1955: sul circuito della Sarthe va in scena uno degli incidenti più tragici della storia del motorsport. A causa di una manovra improvvisa di Mike Hawthorn, Pierre Levegh si scontra con la Austin-haley di Lance Macklin, finendo violentemente contro le barriere insieme alla sua Mercedes-Benz 300 SLR. La vettura prende fuoco e alcune parti finiscono in mezzo al folto pubblico. Il bilancio dell’incidente è pesantissimo: 83 morti, tra cui lo stesso Levegh, e 120 feriti.

Quella di Le Mans ‘55 sarà una ferita destinata a rimanere aperta molto a lungo, con conseguenze che dureranno decenni: Mercedes si ritirerà dalle corse dopo l’incidente per rispetto delle vittime, rientrando in via ufficiale solo trent’anni più tardi, mentre numerose gare verranno cancellate in attesa di introdurre regole più stringenti per garantire la sicurezza di piloti e spettatori. Ma il provvedimento più importante lo prende la Svizzera, che non solo cancella il gran premio in programma, ma vieta ogni tipo di competizione motoristica sul suo territorio a tempo indefinito.

La Svizzera riapre alle corse, ma con cautela

Una normativa destinata a rimanere invariata fino ai giorni nostri – o quasi – con le sole deroghe concesse per disputare l’e-prix di Formula E a Zurigo nel 2018 e a Berna nel 2019. Ora, però, le cose stanno per cambiare in maniera più organica. Nel corso della riunione del 6 maggio scorso, il Consiglio federale svizzero ha infatti approvato una modifica alla legge sulla circolazione stradale (LCStr) andando ad abrogare la norma che vietava le gare automobilistiche su circuito.

Una svolta storica, che però non rappresenta un via libera indiscriminato: i Cantoni, che avranno la possibilità di rilasciare le autorizzazioni per i singoli eventi, saranno chiamati a verificare che esistano le condizioni di sicurezza e il rispetto dei requisiti federali in materia ambientale. Insomma, un’apertura sì, ma con moderazione e soprattutto mettendo la protezione dei cittadini elvetici e dell’ambiente in primo piano.

La lunga tradizione svizzera nel motorsport

In attesa che in Svizzera tornino a ruggire i motori, vale la pena ricordare che il Paese è riuscito comunque a ritagliarsi un importante spazio nel motorsport globale nonostante il divieto di gareggiare sul proprio territorio. Il nome di Peter Sauber è noto in tutto il mondo, grazie a un team che ha debuttato nelle competizioni nel 1970 e tuttora presente in Formula 1 – seppure con un altro nome, quello della tedesca Audi. Ma la sede della squadra è sempre rimasta quella storica di Hinwil. Quanto ai piloti, spiccano nomi come quello di Clay Regazzoni, vincitore di 5 GP negli anni ‘70, e Sébastien Buemi, titolare in Toro Rosso nel triennio 2009-2011, Campione del Mondo Endurance per quattro volte e vincitore anche anche di un Titolo di Formula E.

Nell'immagine in alto, Juan Manuel Fangio impegnato nel gran premio di Svizzera del 1954, ultima edizione disputata prima dello stop imposto dalle autorità elvetiche. Sarà proprio l'argentino, al volante della Mercedes.

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