È trascorso oramai più di un anno da quando
Michael Schumacher è rientrato in Formula 1. Ma c’è comunque una corposa fetta di appassionati che attende sempre il suo
vero ritorno. Invece il
tedesco della Mercedes, gara dopo gara, continua a rimanere in posizioni che stridono maledettamente con un albo d’oro senza eguali.
Nel fine settimana del
Gran Premio di Turchia sembrava esserci tutto per il giorno della resurrezione per
Schumacher, complice la
Mercedes che aveva mostrato un
potenziale tecnico significativo. Invece, ancora una volta, è stato
Nico Rosberg a concretizzare in punti, e il divario tra i due inizia a prendere la forma del 2010, con un parziale attuale di 20 a 6.
Ma
che cosa succede a Schumacher? Non è solo una questione di potenziale velocistico, ma anche di un
approccio probabilmente troppo aggressivo che si traduce in uscite di pista, sbavature e frequenti contatti nei duelli in gara. Le cifre sono allarmanti. Venerdì nella sessione bagnata di prove libere è stato autore di
due escursioni, più un testacoda nel turno pomeridiano, tutti alla curva “11”. Sabato nella
Q1 ha avuto momenti “caldi” con Hamilton.
Ma è stato
in gara che i contatti sono stati più numerosi. Al secondo giro è arrivata la
toccata con Vitaly Petrov, al quarantesimo
con Rubens Barrichello, e nei giri finali prima con
Felipe Massa e poi con
Jaime Alguersuari. E anche contro
Sutil e Kobayashi ha duellato sfiorando la collisione. Tutti confronti all’ultimo metro, ma sempre con quell’impressione che ad andare un po’ oltre sia spesso proprio il pluricampione.
Schumacher nel dopo corsa si è assunto la responsabilità del contatto con il
pilota russo della Renault. “
La gara in se è stata molto combattuta – ha commentato – e credo che nel contatto con Petrov la responsabilità maggiore sia stata mia anche se non voglio analizzare bene cosa è accaduto. La sosta che ho dovuto fare dopo il contatto ha condizionato negativamente la mia corsa, ma in generale non sono felice di questo weekend e so che la responsabilità è mia. La parte positiva del fine settimana è aver confermato che il trend di crescita della squadra è positivo, e in vista delle prossime gare avremo altre novità”.
La
domanda che molti addetti ai lavori si pongono è per quanto tempo ancora Schumacher avrà voglia e
motivazioni per confrontarsi con una generazione di piloti che ormai potrebbero essere (sempre meno metaforicamente)
suoi figli; è una sfida, e Schumacher nella sua vita ne ha affrontate e vinte molte. E l’impressione è che basterebbe un
exploit a rompere un trend negativo che ormai dura da inizio 2010. Ma nell’eventualità che i riscontri non dovessero variare, quanto tempo si sarà dato il pilota più vittorioso nella storia della
Formula 1 prima di dire ‘stop’?