La grande promessa del 2010 aveva deluso per metà stagione, spesso più lento di
Barrichello sia in prova che in gara e nettamente dietro lui nel mondiale. Ma ha dato la zampata inattesa nel penultimo Gp ottenendo a sorpresa la prima pole position della sua ancora breve carriera. Una pole merito di una scelta tattica perfetta:
Hulkenberg è stato l’ultimo, assieme ad
Alonso, a cambiare le gomme, a metà del Q3, passando dalle intermedie alle slick quando mancavano 4 minuti alla fine delle qualifiche.
Questo avrebbe potuto comprometterlo perché avrebbe avuto meno tempo per abituarsi e portarle in temperatura: invece è stata la sua forza perché gli ha permesso di completare un giro più degli altri, che su una pista che si stava asciugando e migliorava di secondo in secondo, spiega il distacco abissale che ha rifilato ai rivali: 1 secondo e 1 decimo al secondo,
Vettel, 1”2 a
Webber, 1”3 a
Hamilton e ben 1”5 a
Alonso! Ma va detto che
Hulkenberg la sua pole l’aveva in tasca già prima di quell’ultimo giro. Aveva già fatto il miglior tempo fra tutti per pochi decimi al giro prima e poi in quell’ultimo passaggio si è “soltanto” migliorato.
«È fantastico - commenta alla fine delle
qualifiche Hulkenberg -
ancora non credevo a fine prove di avercela fatta. Ho cercato di spingere al massimo e il team nell’ultimo giro mi ha detto che ero già in pole e questo mi ha messo le ali ai piedi in quell’ultimo passaggio».La cosa bella è che
Hulkenberg ha gioito ben poco dopo la pole, si è levato in piedi dall’abitacolo, ha salutato brevemente, pacche e abbracci con i suoi meccanici, ma nessun salto di gioia alla
Schumacher o alla
Alonso, nessun entusiasmo oltre le righe. Un pilota “freddo” a dispetto dei suoi 23 anni. Sarà un caso oppure no, ma la
Williams ha ritrovato una pole position a 5 anni dall’ultima volta proprio nel giorno in cui ai box è ricomparsa una vecchia volpe come Patrick
Head. Cui anche
Hulkenberg attribuisce parte del merito:
«Penso che sia stata la squadra a prendere le decisioni migliori perché sono riuscito a fare un giro più degli altri».
Head invece gira al suo pilota tutto il merito:
«L’unica spiegazione che posso dare a questa pole è che Nico è stato fenomenale, fantastico».
La cosa strana è che
Hulkenberg è andato in pole su una pista dove non aveva mai corso in vita sua, mentre
Barrichello che è nato a 500 metri dal circuito e ci ha mosso i primi passi, è stato battuto dal compagno di ben 1”8 ed è soltanto sesto. Come mai queste differenze?
Head minimizza:
«C’erano piccole differenze di assetto tra Hulkenberg e Barrichello, ma cose minime, niente che possa spiegare una tale supremazia. Il fatto di partire dalla pole per noi della Williams è una cosa incredibile, ma non credo che riusciremo a mantenere questo posto in gara. Troppo veloci le Red Bull e le McLaren, ma ci godiamo questa pole».
Nel frattempo però il team dovrà forse anche riconsiderare le proprie scelte, se è vero che la
Williams sta per scaricare
Hulkenberg per far posto nel 2011 a
Maldonado e ai milioni di euro del suo sponsor venezuelano. Chissà se la pole a
Interlagos permetterà a Nico di salvare il posto?