GP Olanda: le pagelle

Norris in stato di grazia, Alonso da urlo, bravissimo Hulkenberg; errori gravi per Sainz e Verstappen, per Tsunoda un ritorno positivo
https://www.google.com/preferences/source?q=autosprint.it, as

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 24 agosto 2026, 09:22 (Aggiornato il 24 agosto 2026, 08:33)

Fernando Alonso: 8

Ci vorrebbe un papiro, per rendere grazie alla sua corsa. Un 45enne non andava a punti dal 1974, con Graham Hill 6° in Svezia, e diventa l’unico a chiudere in top 10 in tutte le sei edizioni del GP Olanda dell’era moderna. Zandvoort potrebbe essere stata la domenica decisiva per optare per il rinnovo di contratto: corre da dio (da 18° a 9°), con una condotta di gara magistrale ed una gestione delle gomme perfetta, che gli consente un solo pit-stop. Fa impressione guardare gli onboard: sul motore mancano potenza, efficienza e guidabilità, ma sul telaio il passo avanti è stato gigantesco e correva senza praticamente portare mai correzioni sul volante, in totale sintonia con la macchina. Newey lo ha fatto penare, ma forse ha trovato la chiave.

George Russell: 7

Dopo la gara parlava di guida e sensazioni, come uno che ha pienamente coscienza di ciò che lo debba interessare davvero al momento: non tanto la classifica, ma il ritrovare la fiducia smarrita al volante. Zandvoort nel complesso è stata un passo avanti, anche se alla domenica è tornato in difficoltà; non si è opposto al gioco di squadra, rispettando le direttive interne, ed aver minimizzato le perdite in quel frangente gli ha forse salvato il podio, insieme ad una VSC fortunosa. Per battere Antonelli ha però bisogno di altro: non basta essere il migliore nelle sprint per dare concretezza ai sogni iridati.

Lewis Hamilton: 7

Allunga molto il primo stint, garantendosi poi un vantaggio di gomma nel resto della gara; il podio era fattibile, e non nasconde il disappunto per un gioco di squadra secondo lui poco reattivo quando, alle spalle di Leclerc, avrebbe potuto sfruttare meglio quei due giri in cui aveva più passo del compagno. Da capire però come mai abbia avuto poco feeling con la soft in qualifica, altro elemento che ha contribuito a non portare a casa un risultato migliore. Poco altro da aggiungere al termine di un weekend in cui lui, così come ogni altro membro del team, si sarebbe aspettato di ottenere qualcosa di più.

Charles Leclerc: 7

Rispetto ad Hamilton azzarda la media nel secondo stint e poi va di nuovo ai box con la VSC, che gli consente un’ultima frazione tutta all’attacco con soft usata; arriva ad un soffio da Lewis in un weekend in cui il passo tra loro è molto simile, così come simile è l’umore: avrebbero voluto di più, tutti e due. Ed invece, come a Budapest, si ritrovano ad interrogarsi sul cosa non abbia funzionato, dato che il passo in aria libera rendeva legittimo pensare a risultati notevoli. Peccato, perché è un’occasione persa; e se proprio c’è un rammarico, è la seconda partenza: si fosse messo subito dietro ad Antonelli e Norris, chissà come sarebbe andata a finire.

Scorri tra le schede (2/4)

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading