Russell mai in gara a Miami aspetta piste "tradizionali" mentre Kimi vola

Antonelli sfrutta la Mercedes al meglio e in ottica mondiale c'è un'incognita che dovrebbe preoccupare Russell: quanto margine di miglioramento ha ancora Kimi?
Russell mai in gara a Miami aspetta piste "tradizionali" mentre Kimi vola
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Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 4 maggio 2026, 15:19

Sarà anche come dice Russell, che il risultato ottenuto a Miami rappresenta qualcosa fuori dal comune e che nell’arco di una stagione un week end-no capita a (quasi) tutti. Eppure, mettendo in fila le ultime tre gare c’è un Antonelli che vola in classifica, accumula vantaggio sul suo primo rivale per il titolo e fa una differenza enorme nel Gran Premio appena alle spalle.

Quarantatré secondi rimediati in 57 giri, con tanto di fase di gara neutralizzata dietro Safety Car, è un distacco che, in assenza di contrattempi tecnici, fa molto rumore per la monoposto che si ritrova il pilota inglese. Vero, nel distacco finale sono da considerare le battaglie ingaggiate per contendere la posizione ma che Russell non sia mai stato minimamente vicino alle prestazioni ottenute da Antonelli con la W16 è un dato incontestabile.

Miami indigesta

Urge una ripresa di competitività e il Gran Premio del Canada tra tre settimane dovrà essere il momento in cui Russell darà un colpo sulla propria presenza al vertice. Il quarto posto ottenuto a Miami si inserisce nella colonna di gare da “limitazione dei danni”, come già Shanghai e Suzuka, ma per ragioni differenti e, stavolta, tutte responsabilità di Russell.

“Sono molto contento che sia finito questo week end e non vedo l’ora di tornare su circuiti molto più tradizionali. È stato chiaramente un fine settimana fuori dal comune per quanto mi riguarda”, ha commentato a fine gara. Ecco, la preferenza di una tipologia di piste al posto di altre ci sta. Ricorda alcuni avvii di campionato nei quali, in passato, Verstappen faticava a esprimersi al top sulle piste cittadine e capitava che Perez, al tempo, andasse più forte di Max.

Il caso Mercedes è palesemente diverso, c’è un Antonelli in uno stato di forma, solidità di prestazione e velocità assoluta mai visti negli ultimi 12 mesi. L’interrogativo che,  guardando al campionato, dovrebbe “preoccupare” Russell è quale sia il margine ancora di crescita e miglioramento che ha Kimi dalla sua. Quanto ancora può dare è un’incognita che il tempo rivelerà insieme agli sviluppi Mercedes: non è scontato che il ritorno su circuiti “tradizionali” restituisca a Russell la competitività massima in rapporto al suo compagno di squadra.

Normali alti e bassi di un campionato

“Ovviamente è un po’ frustrante ma, nell’arco di una stagione, a un certo punto capita sempre”, ha precisato Russell nel dopogara, commendando l’andamento del fine settimana a Miami. “Per questo sono qui, a testa alta, perché in Australia ero il più veloce, ho fatto la pole e ho vinto. In Cina avevo un gran ritmo, ho vinto la Sprint, poi ho avuto il problema in qualifica. In Giappone avevo il potenziale per vincere, se non fosse stato per la Safety Car. Per questo potrei presentarmi qui e dire che, va bene, Miami è un’eccezione ed è stato il primo week end negativo della stagione. Purtroppo non è così ma fa parte del gioco, con alti e bassi”.

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