GP Italia, i temi del venerdì: Mercedes vs Ferrari, strategie, power unit e sentenze

Si chiude la telenovela di Monaco mentre Mercedes e Ferrari prenotano la lotta per la pole; presto per sbilanciarsi sulla PU Ferrari, ottimo stint di Lawson
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Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 4 settembre 2026, 17:52 (Aggiornato il 4 settembre 2026, 16:03)

Una Monza "carica"

Non è una sorpresa assoluta, perché il sospetto era venuto ragionando già alla vigilia di quella che sarebbe stata la sfida tecnica di Monza con queste vetture e soprattutto questi motori. Il venerdì ha chiarito che, con quattro zone in cui è attivabile lo Straight Mode, andare troppo scarichi aerodinamicamente non paga: meglio scendere in pista con assetti da medio carico per affrontare al meglio le pieghe veloci (Lesmo 1 e 2, Ascari, Parabolica Alboreto), tanto sul dritto il drag aggiuntivo non c'è proprio in virtù dello Straight Mode.

Dunque, rispetto al passato, c'è un carico verticale "gratuito" a Monza: è per questo che, come ampiamente sospettato, non si sono visti pacchetti dedicati a questa pista velocissima, come invece accadeva in altre edizioni con specifici pacchetti a bassissimo carico aerodinamico. Ovviamente il beneficio non è solo per le prestazioni in curva, ma pure per le gomme, che soprattutto con il caldo atteso saranno oggetto di attenzioni particolari. La partita, dunque, si sposta in prevalenza sulle mappature, che evolveranno insieme alla pista: a mano a mano che la pista si gomma aumentando il grip, cambieranno di conseguenza anche le mappature di gestione energetica.

Scala dei valori: è Mercedes vs Ferrari (per ora)

Niente di definitivo, essendo venerdì. Le prime impressioni, comunque, parlano di una Ferrari perfettamente in linea con la Mercedes, come hanno evidenziato anche i tempi delle FP2. Piena lotta sul giro secco, con Hamilton attardato per un giro non troppo pulito; tuttavia Leclerc ha dimostrato che c'è potenziale nella SF-26, tant'è che alla fine, nella simulazione di qualifica, ha chiuso a soli 12 centesimi da Russell. Differenze enormi nel modo in cui viene distribuita l'energia, con Mercedes che massimizza la spinta nella prima parte nel giro mentre la Ferrari, può conservatrice per lunghi tratti, è poi quella che ha maggiore energia da spendere in uscita dalla Parabolica Alboreto fino al traguardo. Più difficile una comparazione sul long run, dal momento che la Ferrari ha girato con la soft mentre la Mercedes ha utilizzato la hard, massimizzando il lavoro con il pieno di benzina con Antonelli.

Da inquadrare invece McLaren e Red Bull, che in questo venerdì sono parse scattare una fila dietro a Mercedes e Ferrari. McLaren è parsa pagare un po' i suoi rapporti corti: non sappiamo che mappature siano state usate, per le scelte progettuali del team di Woking non sono il massimo su una pista del genere. Ancora più difficile inquadrare la Red Bull, discreta nei long run ma in difficoltà sul giro secco: seppur dipinta come una pista buona per la RB22, Verstappen ha approcciato il fine settimana con poche speranze. Sulla RB22 occorre trovare la quadra (Max ha lamentato mancanza di carico, più che di bilanciamento), ma anche a livello di guidabilità c'è margine per migliorare.

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