Confronto generazionale: Antonelli tra Hamilton, Verstappen e Russell

Antonelli prima sfida Russell, poi viene omaggiato da Hamilton e Verstappen: generazioni a confronto, anche per un Toto Wolff che rivive certe scene del passato
Confronto generazionale: Antonelli tra Hamilton, Verstappen e Russell
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Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 25 maggio 2026, 08:59 (Aggiornato il 26 mag 2026 alle 10:05)

Non capita tutti i giorni, di scattarsi una foto in mezzo a 11 titoli mondiali. E invece può capitare, e chissà che non possa capitare ancora in futuro, se ti chiami Andrea Kimi Antonelli. Da un lato l'amico Max Verstappen, con cui ama intrattenersi; dall'altro un Lewis Hamilton che lo tratta come un fratellino, e che non ha mai nascosto né la sua stima né la sua felicità se le cose gli vanno bene.

Gran duello fino al giro 30

Il podio del Gran Premio del Canada sembra un quadretto da Mulino Bianco, ed è paradossale che accada in un fine settimana in cui la temperatura, all'interno del garage della Mercedes, si è alzata in modo vertiginoso. Duelli nella sprint, pole position decise da 68 millesimi (sia venerdì che sabato), duelli in gara, almeno fino a quando la W17 di Russell non si è ammutolita.

Con sincerità, Andrea Kimi Antonelli ha ammesso che da pilota ci sarebbe stato molto più gusto a confrontarsi con George per tutto il GP; poi però guarda la classifica e non può che sorridere, osservando un +43 che non vuol dire assolutamente nulla dopo sole cinque gare, ma che rappresenta una prima, minifuga stagionale.

Non è, probabilmente, nemmeno il reale valore del distacco tra lui e George, dato che l'inglese è indubbiamente in credito con la fortuna in questo avvio di stagione. Tuttavia, sulla "sua" pista (tre pole consecutive, quattro considerando anche il format sprint), George faticava a contenere Andrea Kimi: erano lì, avrebbe potuto stargli davanti, ma non ne aveva per stare davanti in modo agevole.

Ed è questo che inquieta di più George, al di là della classifica. Così come non può non farlo riflettere il fatto di avere di fronte uno in grado di riscrivere i record: perché non solo Antonelli è già diventato il poleman più giovane di sempre o il racewinner più giovane di sempre, ma è pure diventato il primo, ovvero l'unico, capace di vincere le prime quattro corse della carriera tutte consecutivamente.

Generazioni a confronto

Questo perché non solo la velocità, ma pure la freddezza di Andrea Kimi sono qualcosa che lo stanno spiazzando. Il bolognese lotta senza timori, è veloce, freddo nei duelli: come quando ha bloccato e per poco non gli finiva dentro il retrotreno, come quando è andato lungo al tornantino ed un attimo dopo era lì, pronto a provarci ancora.

È una F1 che sul fronte dei duelli ruota a ruota ancora lascia qualche margine di dubbio, e fatica a mettere i piloti in condizione di giocarsela completamente in staccata; ma rivedere dei piloti fianco a fianco di sicuro riconcilia in parte con quello che non è stato, e che soprattutto riporta alla memoria duelli di quando erano ancora le macchine di Toto Wolff a dominare.

Accadeva un decennio fa tra Hamilton e Rosberg, e Toto farà sicuramente tesoro di quell'esperienza: solo che all'epoca c'erano piloti che erano cresciuti insieme, mentre stavolta si tratta di un confronto generazionale. Generazioni a confronto, sì: come quelle che c'erano sul podio di Montréal, tra Hamilton, Verstappen e Antonelli, tre figli diversi di tre decenni diversi. E per ora, con le suggestioni, fermiamoci qui.

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