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Sepang, quella "sporca" ultima meta

Pubblicato il 5 ottobre 2026, 09:03 (Aggiornato il 5 ottobre 2026, 07:20)
C'è stato un po' di tutto, dentro al pentolone che racchiude vent'anni di storia. No, non è un errore: perché tenendo in conto il quasi decennio di assenza, Sepang 2026 è stata la ventesima gara nello stato federato del Selangor. E ne ha viste di tutte un po': gente capace di tornare da un infortunio e rifilare un secondo a tutti (Schumi, 1999), rimonte al limite del clamoroso (Ferrari, 2001), prime (Raikkonen, 2003) e ultime (Fisichella, 2006) volte, gare interrotte per acquazzone e mai più riprese (2009), magnifici perdenti con il motore in fumo (Hamilton, 2016). Di tutto un po', appunto: compreso un rientro inatteso, come quello del 2026, in condizioni inattese.

Sepang prende tutti in contropiede
Già, perché quello che i team hanno trovato è stato un asfalto molto, molto diverso da quello che si aspettavano. In questi nove anni di assenza dalla F1, il circuito è stato oggetto di alcuni interventi, come la riasfaltatura del tratto tra le curve 6 e 12 nel 2023 od i lavori a curva 9.
All'inizio di settembre sono state poi effettuate operazioni di spianatura per eliminare le irregolarità e pulizia per migliorare le condizioni. Pirelli stimava caratteristiche generali della superficie simili a quelle del 2017, ed invece Sepang ha preso tutti in contropiede: sin dalle prime libere si è girato tanti secondi più alti rispetto alle aspettative, e questo ha significato dover rivedere tutti quei parametri studiati al simulatore.
Non a caso, il lavoro nel venerdì pomeriggio europeo al simulatore è stato intenso: immessi nel sistema i giusti valori dei vari coefficienti di aderenza dell'asfalto, le squadre hanno lavorato con la realtà virtuale per trovare le risposte. Trovare una pista molto più lenta del previsto, a maggior ragione con questi motori, non è cosa da poco: basti pensare che anche tutte le strategie software di erogazione, immaginando certe velocità in curva e sul dritto poi non verificatesi, sono state completamente da rivedere.

Confronto F1 2017 vs F1 2026: Sepang l'eccezione
Confrontando i tempi dell'edizione 2017 con quella 2026, sono emerse differenze enormi, ma non per questioni di cicli regolamentari. Comparando infatti 2017 e 2026 nelle piste in linea generale paragonabili a Sepang (come ad esempio Suzuka, Silverstone o Spa), emerge che l'anomalia è stata proprio Sepang. Ovviamente, non per negligenza da parte dei proprietari del circuito, ma perché non ci sono più stati trattamenti specifici per la F.1 (a Sepang in questi anni ha corso il Motomondiale e poche altre categorie) e perché le condizioni al contorno hanno contribuito ad offrire un asfalto dai livelli di grip incredibilmente bassi.
Per dare un'idea, nelle altre piste che coniugano curvoni e rettilinei, la differenza tra le F.1 2017 e le F.1 2026 era stata nell'ordine dei 1"5. A Silverstone 2017 la pole era stata messa a segno in 1'26"600, contro 1'28"111 del 2026 (+1"511); a Spa 2017 pole in 1'42"553, nel 2026 in 1'44"361 (+1"808); a Suzuka 2017 pole in 1'27"319, nel 2026 in 1'28"778 (+1"459).
Pur mettendo in conto che alcune differenze possono essere state causate da condizioni meteo leggermente diverse, è chiaro che i 5"054 di differenza tra la pole di Sepang 2017 e quella di Sepang 2026 (rispettivamente 1'30"076 contro 1'35"130) abbiano rappresentato un'anomalia se paragoniamo le due annate.
Del resto, non è un caso che la pole 2026 sia arrivata con un crono di circa 3" più lento rispetto alle previsioni: ciò significa che, con una pole stimata in 1'32", Sepang 2026 avrebbe registrato un miglior tempo al sabato a circa 2" da quello del 2017, rientrando più o meno nella media stagionale tra circuiti di questo tipo.
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