Ferrari, non c'è il titolo ma una squadra finalmente pronta a vincere

Monoposto competitiva, uno sviluppo complesso e una capacità di raddrizzare la rotta che è stato un vero elemento di novità per la Ferrari 2024. Resta una stagione "positiva" per la Rossa che è tornata a osare

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 8 dicembre 2024, 16:59

McLaren campione, Ferrari seconda. La finale di Abu Dhabi ha emesso il suo verdetto, con un Gran Premio imprevedibile per il suo sviluppo: Sainz e Leclerc sul podio, Charles con un recupero da incorniciare, vista la piazzola di partenza, dalla periferia di Yas Marina. 

Va in archivio una stagione che ha visto una Ferrari rinnovata, ancora con l'operato di Fred Vasseur nel dare volto nuovo a un team che fosse nuovamente all'altezza di una lotta iridata. Nonostante le vicissitudini legate a uno sviluppo della SF-24 passato da una fase difficilissima, tra il GP di Spagna e quello d'Ungheria, la squadra ha mostrato una capacità di raddrizzare il campionato e le sorti teniche, cosa che da molti anni non si vedeva.

L'inciampo spagnolo e il rilancio monzese

Il fondo evoluto riporta il rimbalzo aerodinamico? Testa a bassa a lavorare in fabbrica, per capire (ma in fretta, stavolta...) cosa non va, correggere nel breve periodo quel che era possibile correggere e, nei tempi propri di uno sviluppo complesso, portare un'evoluzione che, da Monza in avanti, ha rilanciato la SF-24.

Manca il titolo, il premio assoluto, però, la Ferrari di questo 2024 ha diversi aspetti positivi che può portare con sé, di crescita di squadra e di una mentalità nuova. Vasseur ha sempre chiesto un approccio aggressivo, la capacità di osare e l'inizio di stagione ha avuto momenti esaltanti.

Era Red Bull contro Ferrari, prima del GP di Cina. Primo momento davvero difficile. Subito veloce e competitiva la SF-24, poi lo sviluppo di Imola per reggere la corsa agli aggiornamenti che è stato uno dei veri punti di forza della McLaren. Da Miami in avanti mai un passo falso nel far crescere la monoposto. Bravi.

Montreal il momento più basso per punti

Il dettaglio dell'affidabilità ha condizionato il finale di campionato, con l'arretramento subito da Leclerc ad Abu Dhabi. L'unico zero di Norris è arrivato per l'incidente con Verstappen in Austria, Leclerc e Sainz hanno sofferto complessivamente tre ritiri e tre occasioni fuori dalla top ten. Se c'è stato un week end nero per le Rosse, è stato il GP del Canada. Proprio la gara in cui McLaren ha capito di essere "grande", di poter correre per il titolo e, in questa nuova condizione, ha dovuto reimparare come si fa.

Al di là del risultato finale, di un titolo vinto dalla McLaren, quella mentalità orientata al rischio, all'osare sempre, si è rivista in Ferrari e a Monza ha vissuto l'apoteosi. 

Facile rileggere il campionato andando a caccia dei dettagli che sono costati quei 14 punti di differenza dalla McLaren. Tanto facile quanto inutile, perché sarebbe un rileggere la storia con i sé e i ma. 

Tutto il buono del 2024 da trasferire sul prossimo anno

Cinque vittorie, diciassette podi nei GP, questo il bottino col quale la Ferrari chiude il 2024. Adesso, un inverno per lavorare in continuità verso la prossima stagione, che vedrà una squadra pronta a maneggiare due sfide iridate, con un progetto che potrà poggiare le basi su fondamenta molto solide, come quelle mostrate dalla SF-24.

E, magari, provare a osare anche su altri piani, dove McLaren è riuscita con le soluzioni furbe delle ali flessibili - l'anteriore e il mini-DRS -. Sfumature che riesaminate oggi - a voler rileggere quel GP d'Azerbaijan vinto da Piastri - e con il risultato di Abu Dhabi, si sono rivelate anch'esse decisive.

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