Resta: un'altra prova della determinazione di Antonelli

Mercedes ha confermato come il cedimento del deviatore di flusso sul cestello freno sia stato l'unico responsabile che ha impedito a Kimi di inseguire la vittoria
Resta: un'altra prova della determinazione di Antonelli
© APS

F.P.F.P.

Pubblicato il 7 luglio 2026, 15:32

La fragilità della Mercedes W17 è costata almeno 18 punti nella corsa al titolo di Antonelli. Un episodio negativo nel week end di Silverstone che ha regalato, comunque, una delle cose migliori della domenica inglese: la determinazione di Kimi a continuare, provare a restare in pista con una macchina che non ne voleva sapere di girare. Sperando che anche un solo punto potesse arrivare.

La penalità per track limits e, soprattutto, il compattamento del gruppo operato dalla Safety Car, hanno cacciato fuori dalla top ten Kimi, che nel momento in cui è entrata la vettura di sicurezza era riuscito a ricostruire 3”3 di vantaggio su Colapinto e, con il ritiro di Verstappen, avrebbe potuto sperare nel decimo posto. La Safety Car ha affossato ogni speranza.

Il deviatore di flusso ha limitato la sospensione

Nella consueta analisi della gara, Mercedes ha confermato con il direttore tecnico Simone Resta l’unico danno che ha rovinato la gara di Antonelli. “Si è trattato semplicemente della rottura della presa d’aria del freno anteriore. Una parte della presa che è chiamato scudo della ruota. Fondamentalmente, a 10 giri dal termine abbiamo avuto un cedimento, il pezzo si è allentato e ha iniziato a interagire con il comportamento della sospensione e lo sterzo. La macchina è diventata molto pigra e quasi inguidabile, però Kimi è stato davvero resiliente, ha voluto tenere la macchina in pista e concedersi l’opportunità di ottenere dei punti”, spiega Resta.

Gli elementi posti sulle prese d’aria dei freni hanno un’importanza cruciale sull’aerodinamica della monoposto, sia sull’anteriore, per il modo in cui incanalano l’aria nei cestelli, raffreddando i freni e - indirettamente - controllando la temperatura delle ruote anteriori per il calore smaltito dai cerchi, che al posteriore, dove la cascata di alette interagisce con i flussi che lambiscono il diffusore. 

La rottura dello schermo aerodinamico, rimasto incastrato tra i triangoli superiore e inferiore della sospensione anteriore sinistra ha limitato la capacità di sterzare della monoposto; con la rimozione durante il pit-stop, Antonelli è stato bravo a gestire lo squilibrio tra i due lati della monoposto e provare a resistere in zona punti. “La macchina era davvero inguidabile e per questo motivo è uscito un paio di volte dal circuito, cosa che purtroppo gli è costata la penalità di 5””, continua Resta. È stata un’altra occasione di prestazione e resilienza da parte del nostro giovane pilota”.

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