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Villeneuve sulla crisi di Russell: "Antonelli se lo è mangiato vivo"

Chiara Rainis
Pubblicato il 18 giugno 2026, 09:07
Se c’era qualcuno di compiaciuto e sollevato quando il primo febbraio 2024 veniva annunciato l’ingaggio di Lewis Hamilton da parte della Ferrari, quello era George Russell. Convinto di avere, da quel momento, strada libera verso la leadership in Mercedes e potenzialmente verso il suo primo sigillo iridato, l’inglese non aveva fatto i conti con la realtà.
L’anno successivo chiaramente in vantaggio rispetto al suo nuovo e appena 18enne vicino di box Antonelli, al debutto nel Circus e dunque ancora acerbo, ha compiuto l’errore di non pensare che il regolamento 2026 avrebbe potuto rimescolare le carte o perlomeno livellare le prestazioni facendo tabula rasa.
Russell e il rovesciamento della gerarchia
E così, dopo l’illusione del dominio di Melbourne, il driver di King’s Lynn ha dovuto accettare una narrazione molto diversa, con l’italiano capace di imporsi nei successivi cinque appuntamenti, monopolizzando anche le pole position. Un colpo basso difficile da digerire, condito anche da un fine settimana di Montreal denso di ruota a ruota cattivi e di team radio altrettanto al vetriolo.
Ma la beffa più grande, se vogliamo, è stata Barcellona. Decisamente in forma sin dal venerdì e autore del miglior crono in qualifica, il britannico sembrava proiettato ad una vittoria facile, ma una Ferrari in gran spolvero con Lewis Hamilton lo ha privato del successo, senza dimenticare che giusto prima di essere fermato da un guasto sulla sua W17, Andrea Kimi lo aveva sorpassato soffiandogli pure la seconda piazza.
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