Temi caldi
VIP in F1, quando l'ansia da pubblicità danneggia i veri tifosi e l'azione in pista

Chiara Rainis
Pubblicato il 8 giugno 2026, 13:38
Lungi dall’essere passatisti ad ogni costo, in questo caso ci viene spontaneo dire che si stava meglio tempo fa, quando al comando del Circus c’era un leader maximo come Bernie Ecclestone, sempre pronto a gudagnarci qualcosa, ma perlomeno figlio delle corse automobilistiche nude e crude.
Affarista nato, il manager inglese non si è mai tirato indietro quando si trattava di invitare personaggi illustri nel paddock, così da pubblicizzare in maniera ancora più ampia quella che all’epoca la sua creazione. Effettivamente ogni fine settimana di gara ad impreziosire corsia box e hospitaly c’era sempre qualche vip appartenente al mondo dello sport o dello spettacolo. Da quando però il testimone è passato a Liberty Media la situazione è sfuggita di mano.
Tutti i weekend presentano la stessa degradante scena: una sequela di personalità che nulla hanno a che vedere con il motorsport, disinteressate, annoiate , incompetenti e soltanto alla ricerca, loro, di visibilità che sia sullo schieramento o nei box delle varie scuderie.
C’è da stupirsi? Non esattamente. L’ente americano che assieme a Stefano Domenicali regge i fili della F1 di oggi, negli States si occupa in prevalenza di intrattenimento. C’è da preoccuparsi? Beh, se si amano davvero le competezioni, certamente, perché con ogni probabilità si andrà sempre di più in quelle direzione, ciò significa che dall’alto stanno panificando anche una totale revisione della fanbase. Non più i vecchi patiti di auto e dei duelli ruota a ruota, bensì giovani e giovanissimi a caccia di selfie con gente che non sa minimamente cosa sia una gara e di love story da copertina su cui dibattere sui social.
La F1 si sta snaturando, ecco perché è importante resistere
Emblema del degrado attuale è suo malgrado Martin Brundle. L’inviato sulla griglia di partenza di Sky Sports UK, ma soprattutto pilota in un periodo ancora glorioso della top class dell’automobilismo, da qualche anno a questa parte, ne sta subendo di ogni. Dagli “artisti” che si rifiutano di parlargli, alle spinte ricevute dai bodyguard dei vari personaggi, il britannico si sta rivelando la vittima preferita di una domenica che è sempre più show-centrica.
E così, pure lo scorso fine settimana a Montecarlo, si è vertificato l’ennesimo episodio oltraggioso. Passeggiando tra le monoposto prossime al via, il 67enne ha provato a scambiare qualche chiacchiera con le sorelle Kim e Khloe Kardashian, imprenditrici/influencer molto note negli Stati Uniti e vicine a Lewis Hamilton, ma al suo tentativo ha ricevuto un due picche non tanto da loro, che lo hanno letteralmente snobbato, quanto dall’addetto alla sicurezza che gli ha comunicato il loro silenzio stampa. Qualcosa di analogo è capitato anche a Davide Camicioli di Sky Italia il quale, però, meno lord dell’inglese, si è giustamente fatto sentire.
Per quanto il Circus necessiti di essere aperto, crediamo che tutto abbia un limite, specialmente quando si tratta di mancanza di rispetto verso chi lavora o chi è cresciuto in quell’ambiente, o peggio ancora verso chi sborsa centinaia di euro per un biglietto con il sogno di incontrare i propri beniamini ed invece ne è tenuto lontano a favore di chi è presente solo per farsi inquadrare dalle telecamere.
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading


