Aduo, sorpresa Red Bull e Hamilton detta i tempi del pieno recupero

L'analisi della Fia ha concluso che è il V6 Red Bull Ford l'unità più potente del lotto e anche Mercedes potrà sviluppare la propria power unit. Quanto tempo ci vorrà?
Aduo, sorpresa Red Bull e Hamilton detta i tempi del pieno recupero

F.P.F.P.

Pubblicato il 8 giugno 2026, 13:07

Red Bull davanti a tutti, poi Mercedes, a seguire il duo Ferrari-Audi. Molto più indietro, in un caso che ha meritato delle valutazioni a sé - e un anticipo di spesa supplementare per lo sviluppo -, Honda. Sono le valutazioni finali della Fia sulla prima finestra di analisi e l'applicazione del meccanismo Aduo, che ha rilevato come sia la power unit Red Bull Powertrains Ford il riferimento per potenza espressa dal motore termico e, in quanto tale, non avrà concessioni di sviluppo durante l’anno.

Spettano, invece, a Mercedes (un aggiornamento, più uno verso il 2027), Ferrari e Audi (due nel 2026, due verso la stagione ’27), Honda (due più due e, in aggiunta, un anticipo di spesa di 8 milioni di dollari per lo sviluppo, oltre gli 11 milioni già riconosciuti per chi si trova al di là del 10% dalle prestazioni del motore di riferimento).

Chapeau Red Bull e Ford

È una sorpresa che, nella stagione d’esordio, Red Bull Powertrains, con il contributo decisivo di Ford, sia emersa come la power unit dotata del V6 più potente. Difetta ancora in affidabilità e dovrà attendere la fase successiva al GP d’Ungheria per la seconda finestra di misurazione delle prestazioni e l'eventuale concessione dell’Aduo, dovesse il Performance Index variare.

Mercedes, accreditata della migliore power unit, deficitaria finora solo nell’affidabilità della batteria, potrà introdurre uno sviluppo in stagione e un altro nel 2027. Rimanendo sulla nota dolente della batteria, l’Energy Storage insieme ad altri componenti accessori è tra quelli che potranno essere sviluppati, se a Brixworth intenderanno spendere così il loro "gettone".

Ferrari a caccia di potenza

In Ferrari urge un lavoro di sviluppo mirato all’incremento della potenza, che potrebbe arrivare a Spa-Francorchamps nella più ottimistica delle ipotesi. Commentando gli equilibri tra power unit, rilevati dalla Fia con il suo Performance Index, composto da molteplici parametri per individuare il motore termico più potente del lotto - tra cui l’analisi anche dei sensori che misurano potenza e coppia della parte elettrica -, Hamilton è stato realista sui tempi per chiudere il gap. “Red Bull ha il motore più potente, Mercedes è seconda, poi ci siamo noi. Avremo questi gettoni per provare a svilupparlo e ridurre il distacco, però si tratta di un progetto di 8-10 mesi, non sarà qualcosa che riusciremo a fare la prossima settimana. Spingeremo il più possibile a fondo per vedere come potremo ridurre il distacco”, le parole di Lewis a Sky Sports.

Opportunità aggiuntive di sviluppo a parte, numericamente assegnate in base alla percentuale di distacco dal motore più potente (uno sviluppo se oltre il 2% dalla potenza del V6 di riferimento, due se tra il 2% e 4% e oltre il 4%), ai motoristi è data la possibilità di un anticipo di spesa, nel perimetro del budget cap sulle power unit, pari a 3 milioni di dollari per Mercedes (Aduo tra il 2% e 4%), 4,65 milioni per Ferrari e Audi (posizionate oltre il 4%). Del tutto specifico è il caso Honda.

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