Temi caldi
Calendario F1 e guerra in Iran, Domenicali ha due certezze

F.P.
Pubblicato il 29 maggio 2026, 09:50
Mentre USA e Iran discutono le condizioni di un piano di “pace” che risolva le questioni più spinose che hanno prodotto l’attacco a Teheran di fine febbraio, la Formula 1 lavora ai possibili scenari di fine campionato. Quando, cioè, nell’area del Golfo Persico dovrà andarci per correre in Qatar e ad Abu Dhabi. Potenzialmente sono due gare a rischio di cancellazione, come già avvenuto per Bahrain e Arabia Saudita, ma in una fase oggettivamente diversa dello scontro militare.
Il tentativo di recuperare una delle due gare saltate lo scorso aprile verrà fatto anche se mancano grandi spazi di manovra in calendario. Ne ha parlato Stefano Domenicali in una recente intervista a L’Equipe, riconoscendo tutte le difficoltà esistenti per recuperare anche uno solo dei GP saltati: “Non sarà semplice, non essendoci molti spazi a disposizione”. L’unico, per evitare una serie potenzialmente di 4 gare in 4 settimane, è tra GP d’Azerbaijan e di Singapore, per creare un trittico di appuntamenti successivo alla doppia serie Monza-Madrid.
Las Vegas non sarà l'ultima gara del mondiale
Quanto alla conclusione del campionato, dopo Las Vegas, a una settimana di distanza, è in programma il GP del Qatar (29 novembre) e 7 giorni più tardi la chiusura ad Abu Dhabi (6 dicembre).
“I promoters stanno già vendendo i biglietti e le vendite stanno andando molto, molto bene. Arriverà però il momento in cui dovremo prendere delle decisioni, non siamo come una partita di calcio dove hai solo due squadre, 22 giocatori e le sostituzioni sono facili da fare. Per noi c’è una complessità logistica e di costi.
Posso confermare che abbiamo un piano d’emergenza e se le due gare a fine anno non si dovessero poter correre perché la guerra non sarà finita, avremo delle alternative. Quel che posso confermare è che Las Vegas non sarà l’ultima gara del campionato”.
Se Qatar e Abu Dhabi dovessero essere cancellate, si apre il toto-nomi su quale potrebbe essere la sede di gara in un periodo dell’anno, fine novembre, nel quale il fattore meteo è decisivo e, in Europa, non sono molti i Paesi a poter offrire un clima con temperature non estremamente rigide e idonee a correre un Gran Premio. Paradossalmente non è da escludere che anche Jeddah possa tornare in gioco, nonostante si collochi in un'area calda del conflitto. La fase attuale non è certo quella dello scorso aprile, quando gli attacchi di replica dell'Iran raggiunsero anche città in Arabia Saudita e il posizionamento geografico di Jeddah, sul Mar Rosso, offrirebbe maggiori, relative, rassicurazioni rispetto alla vicinanza di Losail e Abu Dhabi all'Iran. Viene da chiedersi, infatti, se nelle condizioni odierne del conflitto la gara di Jeddah sarebbe stata cancellata o meno.
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading

