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Sainz spinge per il ritorno ai vecchi motori: "La suddivisione 60:40 non basta"

Chiara Rainis
Pubblicato il 22 maggio 2026, 17:12
Il weekend di Montreal potrebbe rivelarsi fondamentale per la definizione delle regole relative alle power unit in uso nel 2027 o al più tardi nel 2028. Se la suddivisione 50:50 tra parte termica ed elettrica si è rivelata un flop, l’ipotesi di un ritorno al 60:40 sembrerebbe incontrare maggiore favore.
Interrogato sull’ennesima revisione della normativa in tema motori Carlos Sainz, nelle vesti di capo e portavoce dell’Associazione Piloti GPDA ha chiesto pubblicamente alla FIA e alla F1 di prendere una decisione che possa essere positiva per lo sport e che non necessiti di ulteriori cambiamenti in corso d’opera.
A proposito del frazionamento che favorisce l’ICE a scapito della batteria, lo spagnolo si è detto certo che si stia andando nella direzione giustar. “Da ciò che ho potuto sentire la proposta per la prossima stagione è molto interessante, nonché in linea con la strada che dovrebbe prendere lo sport”, ha affermato soddisfatto seppur conscio che non sarà affatto scontato arrivare ad una conferma. “Sfortunatamente sono coinvolte anche la politica e gli interessi dei vari costruttori, per cui ci sarà un tira e molla a seconda delle esigenze personali”, l’amara constatazione.
Sainz si appella alla Federazione per il bene della F1
Timoroso di vedere il Circus diventare ostaggio delle Case automobilistiche, motivate a spingere verso regole conformi alle proprie mission aziendali e quindi proiettate ad una progressiva conversione alle zero emissioni, il portacolori della Williams ha domandato ai federali e alla FOM il pugno di ferro.
“Non so come funzioni la F1 Commission e se ci sia bisogno di votare, ma deve mostrarsi risoluta e credere in ciò che è giusto per la serie. A Miami è già stato fatto un piccolo passo avanti, però ancora non ci siamo”, ha considerato facendo riferimento alle modifiche emergenziali messe in atto a partire dall’appuntamento americano, orientate verso una minore gestione dell’energia. “Di certo se si domandasse direttamente ai piloti, tutti sarebbero a favore della direzione presa in Florida”, ha aggiunto ribadendo un concetto chiaro e condiviso da tutti i protagonisti della griglia, ossia la necessità di rendere la componente elettrica di rilevanza secondaria.
“La suddivisione 60:40 probabilmente non è ancora sufficiente, ma almeno è qualcosa di accettabile fino al ritorno dei veri motori previsto per il 2030”, ha chiosato con piglio da purista.
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