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Hill dà un consiglio a Verstappen: "Un anno sabbatico a volte è utile"

Chiara Rainis
Pubblicato il 19 maggio 2026, 17:01
Cosa ne sarà di Max Verstappen sono in molti a chiederselo. Sempre meno appassionato di questa F1 a tratti posticcia e globalmente più show che sport, il quattro volte iridato ha già dimostrato di aver voglia di guardare altrove, prova ne è stata la sua presenza in gara lo scorso fine settimana alla 24 Ore del Nurburgring. Non più al volante della monoposto più competitiva del lotto, a breve, il driver di Hasselt potrebbe decidere di salutare la compagnia per dedicarsi ad altro. Una possibilità, questa, che il campione del mondo 1996 Damon Hill non si è sentito di scartare.
Chiamato a dire la sua proprio sul figlio d’arte, il britannico ha voluto ipotizzare non un addio definitivo al Circus, ma almeno un arrivederci. “È riuscito ad ottenere grandi successi in un lasso di tempo molto breve, inoltre è stato competitivo sin dall’inizio. Considerato che è entrato in F1 molto giovane, è nel giro già da parecchio”, il quadro generale tratteggiato dall’ex Williams parlando al sito Total-Motorsport.com.
La consapevolezza di non avere più la vettura migliore potrebbe averlo demotivato.
“Quando hai un curriculum come il suo non è bello gareggiare giusto per farlo e non poter godere di quell’adrenalina in più che garantisce sapere che potrai giocartela”, ha quindi analizzato.
Verstappen potrebbe seguire l'esempio di colleghi illustri
Dodici mesi in stand-by potrebbe essere una buona soluzione per ritrovare voglia ed energia. “È ancora giovane, quindi potrebbe tranquillamente prendersi una pausa e poi rientrare. Sono certo che a quel punto potrebbe scegliere il miglior team disponibile”, ha proseguito nella sua riflessione non nascondendo però la difficoltà di individuare quale possa davvero essere il percorso più corretto per Mad Max.
Forte dell’esempio di colleghi di prim’ordine come Niki Lauda ed Alain Prost, capaci di tornare vincenti dopo aver fatto per un po’ da spettatori, Verstappen potrebbe dunque scegliere di ricaricare le batterie, osservare la sua disciplina da un’altra prospettiva e poi rientrare pronto e carico per attaccare.
“Potrebbe decidere di fermarsi per un po’. A volte un anno sabbatico per riflettere si può rivelare utile in quanto ti fa comprendere quanto ami ciò che fai e se vuoi continuare a farlo”, la sentenza del 65enne, lontano dal gruppo dal 1999.
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