Venti GP fissi, 8 a rotazione: la ricetta di Zak Brown per la F1 del futuro

Il CEO di McLaren ha spiegato a Miami la sua visione per gestire il calendario del Circus, per fare fronte alle crescenti richieste di nuovi gran premi
Venti GP fissi, 8 a rotazione: la ricetta di Zak Brown per la F1 del futuro
© Getty Images

Pubblicato il 15 maggio 2026, 12:33

Venti gran premi fissi, e otto a rotazione. È questa, in sintesi, la “ricetta” di Zak Brown per la Formula 1 del prossimo futuro. Il CEO di McLaren, infatti, ritiene che alternare alcune gare del Mondiale sia la soluzione migliore per permettere a sempre più Paesi di entrare nel Mondiale F1, senza aumentare il numero complessivo dei week end che già mette a dura prova la logistica delle squadre.

Brown: "Non possiamo andare oltre i 24 GP"

Al momento i 24 gran premi sembrano essere un limite unanimemente accettato che nessuno vuole superare, tuttavia la lista dei Paesi che ambiscono a ospitare una tappa del Mondiale è in aumento. Una “coperta corta” che Brown risolverebbe inserendo nel calendario quattro appuntamenti in alternanza su otto circuiti diversi. “Ci sono Paesi in fila per ospitare i gran premi – ha spiegato Brown nel corso di un evento media a Miami, come riportato da RacingNews365 – ma siamo arrivati a un punto in cui non possiamo più aggiungere date. Credo sia giunto il momento di alternare alcuni appuntamenti”.

Questo sistema ci permetterebbe di espanderci in ben ventotto mercati differenti, mantenendo però il limite delle ventiquattro gare annuali. Non possiamo andare oltre questa soglia, poiché il calendario attuale rappresenta già un impegno decisamente gravoso” ha spiegato il CEO di McLaren.

Calendario F1 in continua evoluzione (con tanti addii)

Del resto, quella di alternare le gare del Mondiale è una pratica già rodata in Formula 1. Un esempio è quello del GP di Germania, che tra il 2008 e il 2014 è stato disputato negli anni pari a Hockenheim e nei dispari al Nürburgring. E guardando al futuro, a partire dalla stagione 2027 sarà l’iconica pista di Spa, in Belgio, a essere soggetta a un’alternanza per fare posto ogni due anni a un’altra gara ancora da definire.

Ma la lista dei circuiti a rischio o già fuori dal calendario è già lunga: Imola è uscita di scena dopo l’edizione dello scorso anno, e anche a Zandvoort sembra avere un destino analogo. Spazi lasciati liberi e prontamente riempiti dal nuovo GP di Spagna, al Madring, e da quelli di Turchia e Portogallo, i cui rientri sono stati annunciati per la stagione 2027. Poco spazio per tanti pretendenti, dove è inevitabile che – a malincuore – qualcuno rimanga in panchina. 

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