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Realismo Hulkenberg: F1 spinta dalle case, a chi non piace non la segua

Pubblicato il 13 maggio 2026, 14:30
Su un punto, Nico Hulkenberg, come Stefano Domenicali, presentano una realtà inequivocabile, che ha prodotto l’attuale ciclo tecnico. A volere le power unit con una forte componente elettrica sono stati i motoristi che hanno partecipato alla definizione delle caratteristiche tecniche, insieme alla Fia.
Un peso, quello delle case auto, enorme quando la Formula 1 ha inseguito sempre più presenze di grandi costruttori. È una storia che, solo per restare nel secolo attuale, ha vissuto una fase simile agli inizi degli anni Duemila. BMW, Honda, Toyota, Renault, tutti presenti all’appello, con risultati sportivi molto diversi e una visione tecnica diversissima da quella attuale. A essere diverso, lontanissimo dalla realtà attuale, era il contesto degli impegni sportivi e il rapporto con la produzione stradale. Capitava, ad esempio, che a Le Mans si corresse con i motori diesel, non a caso a imperversare sul mercato di serie, che fosse sulle citycar o le berline supersportive.
Il ciclo tecnico dei primi anni Duemila è vero, fu migliore per gli appassionati veri, cresciuti a pane e otto cilindri a colazione, V10 a pranzo e V12 a cena. Vale ricordare, tuttavia, anche i costi esorbitanti della Formula 1 del motore da qualifica, dei 20 mila giri, dei materiali non rari, di più: il berillio ricorderà qualcosa a chi ha qualche anno sulla carta d’identità.
Regole scritte nel 2021
Quindi, il ciclo tecnico che oggi si prova a correggere, con un impegno e riconoscimento da apprezzare, è il risultato di precise spinte politiche e sportive da parte dei motoristi. Tutti, perlomeno chi opera sul mercato della grande produzione di serie, certo non Ferrari, a dover spingere nel 2021 nella direzione dell’elettrificazione di massa, politiche oggi quasi interamente rimesse in discussione in Europa e accantonate negli USA, dove comunque la misura prevista era ben lontana dagli obblighi imposto dal legislatore europeo.
Se proprio non piace, cambiate canale
L’ultima voce che si spende per guardare alle cose con il realismo necessario è Nico Hulkenberg. In modi diversi è un ragionamento allineato alla realtà presentata da Fernando Alonso nei mesi scorsi: i V10? Purtroppo non torneranno. Non può tornare quella Formula 1 degli aspirati e, per certi versi, per certe dinamiche di gara, è positivo per lo spettacolo.
“In Formula 1 è sempre stato così. Punta sull’avanguardia tecnologica e bisogna stare al passo con i tempi. Se si guarda all’industria automobilistica di cinque o dieci anni fa, oggi è diversa, è cambiata. Credo che, se si guardano le gare attuali, le prime tre sono state avvincenti. È stato bello guardarle, con tanta azione in pista. Poi, insomma, se non ti piacciono, non sei obbligato a guardarle”, ha commentato intervistato da The Drive
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