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L'allenatore di Stroll svela i segreti della preparazione, corsa e pesi non bastano

Chiara Rainis
Pubblicato il 12 maggio 2026, 18:11
Sono ormai superati e dimenticati i tempi in cui i piloti di F1 adottavano un’alimentazione sregolata, fumavano e si muovevano poco quando lontani dalle piste. Il primo a capire l’importanza di una forma fisica ottimale per ottenere prestazioni fuori dall’ordinario era stato Ayrton Senna, il quale si affidò al preparatore atletico Nuno Cobra per trasformarsi in uno sportivo a tutti gli effetti. Dopo di lui fu la volta di Michael Schumacher, muscoloso quanto basta, tirato ed estremamente attento a tavola, il quale non disdegnava ad aggirarsi a torso nudo per i box proprio per farsi ammirare.
Nel Circus di oggi, complici gli elevati G che si raggiungono e monoposto decisamente probanti che sollecitano soprattutto l’area del collo, l’essere allenati è quasi scontato. Dal primo all’ultimo, i protagonisti dello schieramento attuale potrebbero rivaleggiare con qualsiasi atleta avendo raggiunto capacità che fino all’inizio degli anni ’80 ci si sognava, prova ne è la partecipazione a diverse competizioni di triathlon di un recente ex come Jenson Button.
Intervistato da Men’s Health a proposito della routine in palestra del suo assistito Lance Stroll Henry Howe ha proposto un paragone con il calcio per far capire meglio il tipo d’impegno richiesto ad un pilota. “Se nel pallone l’intensità dell’allenamento varia a seconda del livello di partita che si dovrà affrontare, in F1 ogni corsa ha lo stesso valore”, le parole dell’osteopata e coach personale del canadese.
Spiegando quindi nel dettaglio la tipologia di preparazione settimanale a cui sottopone il portacolori del team Aston Martin ha quindi evidenziato: “Facciamo molto cardio e corsa perché questa può essere praticata ovunque ed è il modo migliore per mantenere la costanza”.
“A seconda che sia o meno weekend di gara lo facciamo dalle tre alle cinque volte a settimana, diversamente i pesi li ripetiamo da una a quattro volte – ha proseguito nella presentazione della tabella di marcia - Questo tipo di allenamento è ottimo per la salute, per la massa muscolare e le articolazioni, ma a fronte dei limiti di peso e del fatto che se il pilota supera 78 kg rischia di esserne penalizzato in termini di velocità, cerchiamo di non eccedere”.
Impossibile rinunciare alla sauna, ma c'è anche il padel
In alcuni casi, quando il clima è estremo, si aggiungono degli elementi al programma. “A Miami, ad esempio, abbiamo corso lunedì e mercoledì e giocato a padel il martedì. Anche la sauna è molto apprezzata ed è utile specialmente per la salute cardiovascolare, la pelle e il jet-leg. I piloti comunque sanno gestire molto bene il calore avendo un motore alle spalle e l’asfalto appena sotto di loro. In tracciati come l’Ungheria si raggiungono i 60-62°C in pista”, ha affermato prima di dedicarsi ad un ultimo tema, quello dei normali fastidi postumi ad una corsa lunga ed estenuante.
“Le monoposto non perdonano, per cui cerchiamo anche di fare esercizi riabilitativi, in quanto l’accumulo di problematiche amplificate dai continui cambi di letto e cuscino, oltre che dai differenti fusi orari può diventare difficile da gestire nell’arco di una stagione”, ha infine concluso il suo ragionamento.
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