Affari in Formula 1: più gare in Asia e spettatori in tv negli USA

La Corea del Sud lavora a un ritorno in calendario, Asia dove secondo Zak Brown dovrebbe dirigersi il campionato. Negli USA alti margini di crescita sull'audience
Affari in Formula 1: più gare in Asia e spettatori in tv negli USA
© Pirelli

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 12 maggio 2026, 10:25

La crescita del business Formula 1, a sentire Zak Brown, uno che se ne intende eccome della materia marketing e sponsorizzazioni, passa da due tracce. La prima: una forte crescita ancora possibile negli Stati Uniti; la seconda: portare il campionato in nuovi Paesi asiatici e aprire al continente africano.

Valutazioni che si inseriscono in un contesto che vede una folta schiera di Paesi interessati a ospitare il campionato e l'opportunità di generare guadagni per i singoli promoter, oltre l'indotto delle presenze di turisti attratti dalla categoria. È il caso della Corea del Sud, che la Formula 1 l’ha già ospitata e con risultati fallimentari tra il 2010 e il 2013. Vorrebbe riprovarci, in un contesto diversissimo e con una gara su un circuito cittadino, a Incheon, due passi da Seul, intorno alla quale il governo cittadino ha presentato uno studio di fattibilità.

Incheon fa i conti

Secondo quanto riporta il The Korea Herald, servirebbe una presenza stabile in calendario per 5 anni affinché il progetto possa generare profitti per l’organizzatore e servirà una serie di condizioni favorevoli, soprattutto in materia di investimenti privati e sostegno pubblico. L’idea è di sviluppare una proposta su un circuito cittadino (figurarsi!), inserito nelle “linee guida” della Formula 1 che guarda alle destination cities: vicinanza agli aeroporti, facilità negli spostamenti per raggiungere il circuito e scenari “iconici”, tanto per spendere un termine abusatissimo. Un’immagine da cartolina da veicolare globalmente.

Ecco, l’espansione della Formula 1 in Asia passa dai progetti di gare in Corea del Sud e in Thailandia, che si aggiungano alle presenze di Cina, Giappone e Singapore. Per un business che fa incetta di nuovo pubblico, di giovani consumatori del prodotto F1, il mercato sud-coreano dovrebbe rispondere positivamente a un ritorno del campionato nel Paese, dove dal 2025 tutte le gare del mondiale sono trasmesse in streaming.

Brown: negli USA tanto margine sugli ascolti tv

Tra espansione su altri mercati e potenziamento dei numeri negli Stati Uniti, Zak Brown ha commentato, nel week en di Miami, come negli USA siano i numeri dell’audience televisiva il canale sul quale è ancora molto alto il potenziale di crescita. “Abbiamo tre gare fantastiche e, sebbene pensi che potremmo assolutamente supportare una quarta e quinta gara, questo arriverebbe a discapito di altri mercati sui quali credo dovremmo entrare”, le parole riportate dall’agenzia Reuters.

“Credo che siano altre zone di crescita in Sudafrica e in Corea e che i numeri televisivi siano ancora relativamente piccoli negli USA se paragonati a quelli del NFL. È quella l’area più grande di crescita, fare aumentare gli indici di ascolto”.

Numeri che hanno visto la Formula 1 raggiungere il record personale negli Stati Uniti di 1,3 milioni di spettatori nel 2025, lontanissimi rispetto a quanto totalizza il campionato di football, con i 18,7 milioni di spettatori a partita. Un fatto culturale ancor prima che sportivo, che dà la misura del margine di crescita che la Formula 1 ha per far breccia nel pubblico d’oltreoceano e avere una riconoscibilità, se non pari, molto più vicina al NFL.

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