Montoya punge Verstappen: “Merita di essere fermato”

Il 50enne non ha gradito alcuni recenti atteggiamenti tenuti dal pilota Red Bull e ora invoca provvedimenti drastici per farlo rientrare nei
ranghi
Montoya punge Verstappen: “Merita di essere fermato”
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Chiara RainisChiara Rainis

Pubblicato il 6 maggio 2026, 18:16

Che Max Verstappen non abbia peli sulla lingua è risaputo. Mai, dal suo approdo in F1 avvenuto nell’ormai lontano 2015, l’olandese ha fatto professione di diplomazia, che sia in pista, o con la lingua. In passato di sovente discusso per le sue manovre al limite, negli anni non ha taciuto il proprio disappunto per la deriva americana del Circus, sempre meno sport e sempre più show fine a sé stesso. 

Nel mirino di Max Netflix e la nuova F1

Critico verso l’immagine diffusa dalla piattaforma Netflix della massima categoria a ruote scoperte nella serie televisiva costruita ad hoc “Drive To Survive”, a suo dire, poco aderente al vero e in rotta di collisione con il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem che imponeva il divieto di utilizzo di parole colorite in qualsivoglia esternazione ai media, il campione della Red Bull non si è posto il ben che minimo problema a puntare il dito contro l’atteso e, fino alla vigilia della stagione 2026, acclamato nuovo corso della F1 e delle sue monoposto, a suo avviso troppo in “stile Mario Kart”, o peggio ancora da “Formula E sotto steroidi”, con sorpassi artificiali figli di meccanismi ancora più brutalmente fasulli del vecchio DRS. 

Montoya entra a gamba tesa

Dichiarazioni forti e non annacquate dall’ormai sdoganato politicamente corretto quelle del 28enne, capaci di far subito chiacchierare paddock e stampa e ancora adesso a settimane di distanza. Chiedere a tal proposito a Juan Pablo Montoya il quale, nel corso di un intervento al podcast della BBC, "Chequered Flag", è entrato con due piedi su Mad Max, reo di danneggiare la disciplina con le sue affermazioni specialmente dopo che nell’ultimo appuntamento di Miami, a seguito dell’adozione di regole aggiornate relativamente alla power unit e all’erogazione dell’energia, ha parzialmente ritrattato approvando lo sforzo della Federazione. 

Lo sport va rispettato – il commento dell’ex pilota colombiano durante il confronto con Damon Hill - Si può non amare il regolamento, ma è il modo in cui si è espresso su ciò che gli dà da vivere che merita delle conseguenze”.  

Per il 50enne il provvedimento, anzi, i provvedimenti da prendere sono chiari. “Bisognerebbe togliergli sette/otto punti dalla licenza e poi per qualsiasi cosa successiva fermarlo. Non dico che non si debba essere franchi, ma non si può definire una vettura di F1 a Mario Kart”, la sua sentenza. 

Va detto che con spirito pungente l’ex Williams non ha risparmiato Verstappen neppure su altri fronti. Dopo aver minimizzato l’abilità del portacolori della scuderia di Milton Keynes di riprendersi dal testacoda nelle prime fasi del recente GP in Florida, liquidandola come mera “fortuna”, Montoya ha punzecchiato il collega per la sua partecipazione alla 24 Ore del Nurburgring in programma nel weekend del 16 e 17 maggio, dove correrà con una Mercedes.

Il rischio endurance secondo Montoya

Se fossi nella Red Bull o nella Ford spingerei perché guidasse una Ford GT3. Personalmente non sarei contento di vedergli fare pubblicità alla Mercedes”, l’affondo verso la carriera parallela del figlio d’arte. Un’ennesima frecciata che segue quella giunta negli ultimi scampoli di aprile quando descrisse l’ardimento di Max per le corse di durata un pericolo concreto per il team che normalmente sborsa fior di quattrini per schierarlo alla domenica. 

La Red Bull dovrebbe riconsiderare la scelta, in quanto c’è il rischio concreto di un incidente che potrebbe causargli la rottura di una gamba o di un braccio”, il monito forse scaturito da un po’ di sana invidia per la gioventù, le opportunità e il talento del driver di Hasselt.

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