Lift and coast anche negli anni Ottanta? "Paragone forzato...", parola del Leone

Nigel Mansell bolla i sorpassi visti finora come "falsi" e replica al confronto fatto da Domenicali tra gestione energetica e gestione della benzina nell'era turbo 
Lift and coast anche negli anni Ottanta? "Paragone forzato...", parola del Leone
© Getty Images

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 29 aprile 2026, 14:26 (Aggiornato il 29 aprile 2026, 13:22)

Inutile girarci intorno: l’indicatore di uno sport in salute non può essere solo quello quantitativo. Tot numero di sorpassi per gara, tot presenze di pubblico sugli spalti, tot spettatori collegati. In tempi in cui ogni aspetto della vita sembra doversi misurare esclusivamente sulla “prestazione”, la Formula 1 vista nelle prime tre gare ha centrato la performance numerica, mancando e di parecchio quella qualitativa.

Proviamo a dirlo meglio: non sono mancati i cambi di posizione tra monoposto, è mancata la qualità del sorpasso, inteso come una lotta di pura prestazione velocistica tra piloti e abilità nel trovare lo spazio, il modo e il “di più” per prendere la posizione.

L'equilibrio necessario

Viene da interrogarsi se una Formula 1 che nel 2026 offrisse 1-2 sorpassi da antologia a ogni gara avrebbe il seguito globale di cui nutre o se, al contrario, è la costante animazione delle gare un aspetto vincente per coinvolgere la più grande fetta di pubblico.

In una certa misura sono corrette e condivisibili le valutazioni di Toto Wolff e di Stefano Domenicali, critiche di un passato in cui le gare erano sì velocissime, affrontate senza il minimo risparmio di vettura e gomme, ma decise spesso ai box. Il Gran Premio d’Ungheria del 1998 resterà per sempre nella storia come il simbolo della massima prestazione espressa in gara. Schumacher a correre 14 giri con un ritmo da qualifica per costruire il margine di vantaggio necessario a una terza sosta: un Gran Premio vinto sul terreno della velocità assoluta e della strategia ma senza alcuna battaglia ruota a ruota. Fu la sublimazione dell'idea di velocità in gara. Come verrebbe letto, oggi, quel Gran Premio?

Tre gare del campionato hanno portato all’eccesso di Gran Premi nei quali è troppo rilevante la gestione del sistema energetico di power unit sbagliate per quello che la Formula 1 dovrebbe rappresentare e con i piloti consegnati a un ruolo, mai così importante, di gestori di un sistema energetico.

Il Leone: sorpassi falsi

Nelle discussioni sul tipo di gare alle quali ci ha portato l’attuale ciclo tecnico sulle power unit, discussioni che promettono di caratterizzare l’intera stagione, si inserisce il giudizio autorevole di uno che la storia ha raccontato come il Leone d’Inghilterra. Nigel Mansell non stupisce che sia critico del tipo di gare a cui abbiamo assistito e bolla i sorpassi come completamente falsi. Alcuni sembrano grandiosi, poi quando esci dalla curva successiva vieni sverniciato dall’altra macchina e resti indietro perché il computer non ti sta fornendo la potenza extra nel momento giusto.

Il pilota ovviamente non è in controllo, perché altrimenti non avrebbe impiegato quella potenza. Penso sia stato Lando a dire che non voleva sorpassare un pilota sulla curva veloce verso la chicane ma non aveva scelta”, le parole del campione inglese ad Autosport.

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