Jarama 1974, il primo trionfo di Niki Lauda: nasce una leggenda, rinasce la Ferrari

Sul difficile tracciato del GP di Spagna, Niki Lauda ottiene il primo successo: una gara chiave per la crescita della Scuderia Ferrari dopo anni difficili

Jarama 1974, il primo trionfo di Niki Lauda: nasce una leggenda, rinasce la Ferrari
© Ferrari Media

Ilaria ToscanoIlaria Toscano

Pubblicato il 28 aprile 2026, 11:31

Il 28 aprile 1974 non è una data qualunque nella storia della Formula 1. Quel giorno, sul tracciato di Jarama, iniziò concretamente l’ascesa di Niki Lauda e, insieme a lui, la rinascita della Scuderia Ferrari.

L’inizio di tutto: Jarama 1974

Il Gran Premio di Spagna si disputò in condizioni difficili, con una pista resa insidiosa dall’umidità. In partenza fu Ronnie Peterson a prendere il comando con la Lotus, ma alle sue spalle Lauda mostrava già quelle qualità che lo avrebbero reso unico: precisione, sangue freddo e una lettura della gara quasi matematica. Quando Peterson fu costretto al ritiro per problemi al motore, Lauda ereditò la leadership senza esitazioni.

Da quel momento in poi non ci furono sbavature: ritmo costante, nessun errore, controllo totale. Alle sue spalle si piazzò il compagno di squadra Clay Regazzoni, completando una doppietta fondamentale per la Ferrari. Terzo concluse Emerson Fittipaldi su McLaren-Ford. Per il Cavallino Rampante fu una vittoria dal peso enorme: la numero 50 nella sua storia in Formula 1, arrivata dopo un periodo complicato.

Una gara che raccontava un’epoca

Non fu una corsa priva di tensioni. L’incidente di Arturo Merzario al 38° giro, con la vettura finita oltre le barriere e con 4 fotografi feriti, ricordò quanto la sicurezza fosse ancora un tema fragile in quegli anni. Episodi del genere facevano parte di un’epoca in cui il talento dei piloti conviveva con rischi estremi, spesso accettati come inevitabili.

Lauda e la Ferrari: l’inizio di un ciclo

Quella vittoria fu il primo segnale concreto della rivoluzione tecnica e sportiva voluta da Enzo Ferrari e costruita attorno a Lauda. Arrivato in Ferrari nel 1974, l’austriaco portò un approccio completamente nuovo: ossessione per i dettagli, sviluppo metodico della vettura, capacità di comunicare con gli ingegneri come pochi altri piloti dell’epoca. Non era solo veloce, era artefice dei risultati.

Una carriera tra gloria e resilienza

Da Jarama in poi, la carriera di Lauda prese una traiettoria straordinaria. Nel 1975 conquistò il suo primo titolo mondiale, riportando la Ferrari al vertice dopo oltre un decennio. Il 1976 è ricordato come una stagione leggendaria, segnata dal terribile incidente al Nürburgring. Lauda tornò in pista dopo poche settimane, in uno degli atti di coraggio più incredibili della storia dello sport.

L’anno successivo fu quello del secondo titolo mondiale, frutto di una stagione di grande intelligenza strategica. Dopo una prima pausa, rientrò nel 1984 conquistando il terzo mondiale con la McLaren, battendo per mezzo punto Alain Prost. Lauda non ha rappresentato una figura che ha cambiato il modo di interpretare la Formula 1: meno istinto puro e più razionalità, meno improvvisazione e più metodo.

Il significato di quella domenica

Guardando indietro, il 28 aprile 1974 rappresenta molto più di una prima vittoria. È il punto di partenza di una leggenda e il momento in cui la Ferrari ritrovò identità, ambizione e direzione. Jarama fu il primo capitolo di una storia fatta di titoli, sfide epiche e resilienza. Una storia che avrebbe trasformato Niki Lauda in uno dei nomi più importanti della Formula 1, ma in quella domenica da sogno, lui ancora non lo sapeva.

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading

Ci siamo, Miami con il limite dell'elettrico a 250 kW: i punti da tenere d'occhio

Il circuito è mediamente impegnativo per la ricarica e l'impatto in gara delle novità regolamentari si vedrà nel primo settore e su un rettilineo in particolare

Serenità Russell: il mondiale non si è mai vinto dopo 3 gare

Antonelli va a Miami per inseguire un'altra vittoria mentre Russell appare sereno e consapevole d'aver ottenuto il massimo nelle condizioni avute in Cina e Giappone